26 Marzo 2018

Le leggi in Italia sbarrano la via al car sharing peer to peer

L’ispirazione per il modello del car sharing peer to peer (ossia, tra soggetti con eguale profilo) ci è arrivato, come di consueto, d’oltreconfine.

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A penalizzare l’Italia rispetto a realtà non solo come l’America, ma stati europei non troppo lontani quali Francia, Germania, Regno Unito e Paesi del Nord Europa è in primo luogo il nostro quadro normativo, che impedisce la locazione onerosa senza conducente tra privati (vedasi al riguardo l’Art. 84 del Codice della Strada).

Dati di mercato auto maggio 2016

Secondo l’ordinamento applicato alla circolazione dei veicoli in Italia, i privati che fossero sorpresi a cedere la propria vettura priva di apposita indicazione di speciale destinazione d’uso, sono soggetti a una multa di importo compreso tra 41 a 168 euro, che sale a 419-1.682 euro in caso di autoveicoli o rimorchi, con in aggiunta la sospensione della carta di circolazione per un periodo tra due e otto mesi.

CHI ABILITA IL SERVIZIO IN ITALIA?

Ambasciatore in Italia del car sharing peer to peer  è la piattaforma AUTING, che fa dialogare due gruppi distinti di soggetti: “driver” (ossia, chi ricerca l’auto) e “owner” (i proprietari, che ne cedono temporaneamente il godimento a terzi).

L’iscrizione al servizio è gratuita e l’assicurazione viene estesa a coprire anche l’utilizzatore momentaneo. In questa community per la sharing mobility, l’utente – qualunque sia il suo ruolo – sembra avere una grande importanza. Sia ai conducenti sia ai proprietari dei mezzi è infatti chiesto di lasciare una recensione per raccontare come si sono trovati.

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Qualche anno prima il ruolo di apripista nel nostro Paese era spettato a Dryfe, che si era impegnato nello sviluppo di una piattaforma online e di una applicazione mobile. Si era agli albori dell’introduzione in Italia del car sharing (partendo da Milano con car2go) e gli automobilisti stavano iniziando a toccare con mano i vantaggi, principalmente economici ma non solo, connessi alle dinamiche del “pay-per-use”.

LE INIZIATIVE IN FRANCIA E SPAGNA

Come detto, il car sharing peer to peer da noi è ancora un fenomeno poco diffuso, per la mancanza di un quadro normativo che lo autorizzi e lo disciplini (si spera in un passo in avanti con la riforma allo studio per il Codice della Strada).

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Altrove, invece, è pratica diffusa e apprezzata. I vicini d’oltralpe di Francia possono contare da diversi anni su Buzzcar, promosso tra gli altri da un nome, quello di Robin Chase, già alle spalle di Zipcar. Da non molto si sono aggiunti i servizi veicolati dalla App Free2Move.

marchio PSA Free2Move

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La soluzione tecnologica che fa capo al marchio del Gruppo PSA è sbarcata lo scorso anno anche in Spagna, dove la strada è stata tracciata da Social Car.

CHE COSA FANNO I COSTRUTTORI AUTO

Il car sharing peer to peer è guardato con attenzione, oltre che dai progettisti di applicazioni e dagli imprenditori, dal settore dei costruttori auto.

Vediamo quali sono le principali iniziative proposte sino ad oggi, tra quelle ancora operative, i progetti-pilota interrotti e le iniziative annunciate:

  • Croove (Daimler Group) in Germania, da pochi mesi combinato con Turo (ex RelayRides);
  • Unite (Audi) a Stoccolma, chiusa nel 2017 causa concorrenza feroce di Sunfleet (Volvo)
  • GoDrive (Ford) a Londra, chiuso con il 30 ottobre 2016

car sharing PSA 2017

A questi nomi va aggiunto General Motors che starebbe pianificando un’estensione al car sharing tra privati del servizio offerto da Maven in alcune località degli Stati Uniti.

LE SINERGIE CON IL NOLEGGIO E L’ACQUISTO

In questa nostra panoramica, che non ha la pretesa di ritenersi esaustiva, trattandosi di materia altamente “fluida”, merita un acceso la piattaforma americana Getaround, che offre una selezione di auto composta da migliaia di esemplari, coperti tutti da assicurazione e assistenza stradale 24/7.

Egualmente interessante è l’esperienza di collaborazione avviata da Europcar Group con un leader di peso per il car sharing peer to peer come SnappCar.

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Disponibile in Germania e in Danimarca dopo la fine della fase di test in Francia, “Drive&Share” consente di mettere a disposizione di altri utenti il mezzo noleggiato con la formula a lungo termine. Esperienza crossline anche per Nissan con Get & Go Micra.

Chiudiamo questa finestra su un fenomeno che sicuramente torneremo a indagare quanto prima ritornando con la mente e con lo sguardo in Italia, a Get My Car, definito “L’Airbnb delle auto”. Legato a ParkingGO, consente di prenotare, ritirare e riconsegnare nello stesso punto (si tratta per ora di alcune location aeroportuali) i mezzi lasciati a disposizione dagli iscritti.

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