Car pooling più vicino a mutarsi in legge: incassato il primo sì

Da scelta dettata dalla sensibilità personale a collettiva a sistema consigliato e strutturato, anche e soprattutto in ambito aziendale: la parabola fenomenica legata al car pooling ha aggiunto un nuovo importante tassello dopo l’approvazione degli emendamenti alla prima proposta di legge specifica, approvati all’unanimità dai componenti della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati.

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Sono diversi gli elementi che potrebbero avere un ruolo decisivo nella diffusione di questa formula di mobilità alternativa una volta che si siano conclusi i passaggi richiesti prima che il documento approdi sulle pagine della Gazzetta Ufficiale.

Car pooling aziendale

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I CONTENUTI DEL DOCUMENTO SUL CAR POOLING

Vediamo nello specifico quali soluzioni sono al vaglio dell’Assemblea prima del passaggio della proposta così formulata all’esame della Commissione Trasporti del Senato della Repubblica:

  • avvio di campagne istituzionali, curate dai ministeri competenti, per presentare il car pooling come una strada percorribile da privati e professionisti, nonché quale forma integrativa rispetto al sistema di trasporto pubblico;
  • attività di diffusione di informazioni, tramite i canali interni aziendali (siti web), sulle possibilità di spostamenti condivisibili in zona da parte di tutti gli enti pubblici e delle imprese che contini almeno 250 dipendenti in sede;
  • introduzione di un credito di imposta per quelle aziende che promuovano e coordinino un servizio di corporate car pooling in forma diretta;
  • sottoscrizione di un protocollo di intesa con i Ministeri dell’Interno e dei Trasporti per agevolare il compito dei gestori delle piattaforme tecnologiche che abilitano la condivisione certificata del tragitto al fine di elevare il livello di sicurezza, verificando, ad esempio, se un driver è in possesso di regolare abilitazione alla guida (patente) e se il veicolo che offre il passaggio è coperto da assicurazione e ha superato le revisioni imposte per legge.

BEPOOLER CHIAMA A RACCOLTA LE AZIENDE

Si tratta di “un modo per garantire a tutti i terzi trasportati un servizio sicuro e rispettoso del Codice della Strada”, ha dichiarato Andrea Moglia, General Manager di BePooler Italia.

 

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Si parla del ramo nazionale di quell’esperienza avviata in Svizzera nel 2015 per rispondere ai problemi dei “commuter”, i pendolari per motivi professionali, che possono così portare il proprio contributo in termini di riduzione del traffico e dell’inquinamento urbano, efficientando al contempo l’utilizzo dei veicoli privati con un risparmio sensibile sulle spese di viaggio quotidiane.

Per Moglia la staffetta passa ora alle imprese. “È necessario che sempre più aziende inizino a considerare il car pooling come la soluzione di mobilità ideale per i dipendenti che sono oggi gravati dal pesante fardello del tragitto casa-lavoro in auto singola”.

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ANCHE IL COMPETITOR JOJOB STA ALLA FINESTRA

Tra gli altri player del settore che guardano con attenzione a quanto sta accadendo in Parlamento c’è ovviamente anche JoJob, operatore che ha annunciato di recente alcune implementazioni importanti a livello sia del proprio sito Internet sia dell’applicazione di supporto del servizio.

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car pooling aziendale team jojob

Come quella che sostiene BePooler, anche l’architettura tecnologica che sostiene il servizio di JoJob si inquadra in una politica di welfare aziendale, studiata non solo per rendere più semplice e meno stressante la vita dei dipendenti, ma per consentire loro, al contempo, di ricavare, dall’adesione alla formula del car pooling, una serie di benefici, non ultimi economici.

Gli incentivi di cui sopra possono tradursi sia in vantaggi monetari diretti sia in quelli che sono chiamati “flexible benefit”, ossia un pacchetto di beni e servizi entro cui è possibile scegliere quello di maggior interesse.

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