31 Maggio 2013

IVA, 22 punti di sutura per la nuova ferita

Il tanto temuto passaggio dell’IVA, dal 21% al 22%, è alle porte. Per la precisione avverrà il prossimo mese di luglio. Se nulla dovesse cambiare, dunque, questo aumento si tradurrà in una stangata  compresa tra 100 e 200 euro per le famiglie. I rincari più pesanti per il portafoglio saranno soprattutto quelli per l’acquisto di abbigliamento, calzature, elettrodomestici, mobili e, senza dubbio, per fare il pieno dell’auto, ripararla o, acquistarla.

L’aumento dell’IVA avrà un impatto di 86 milioni di euro circa per il mercato delle automobili usate e di oltre 10 milioni solo per l’usato derivante dal noleggio (leggi i dati relativi al mercato dell’usato)secondo i dati forniti da Carnext, azienda del gruppo LeasePlan Italia, specializzata nella vendita di auto provenienti dalle flotte aziendali in noleggio a lungo termine (per sapere come cambia la vendita dell’usato ). In sostanza, si tratterebbe dell’ennesima tassa sugli operatori di un settore, quello automobilistico, già fortemente provato dalla difficile situazione socioeconomica.

 “L’aumento dell’IVA sarebbe un vero e proprio suicidio – ha dichiarato Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto  (leggi qui l‘intervento di Federauto al Dealer Day di Verona)-. Se un su un telefonino l’IVA incide per pochi euro, su un autoveicolo pesa in media 220 euro per ogni punto”.

In particolare, Franco Oltolini, operations director di LeasePlan Italia e responsabile di CarNext (per saperne di più sull’accordo fra Leaseplan e Magneti Marelli), ha spiegato quale sarebbe l’impatto del prossimo auemnto dell’IVA sul mercato dell’usato :

”Solo dalle vetture usate vendute dai noleggiatori arriverebbe un contributo all’Erario supplementare di quasi 10 milioni di euro all’anno. Ma, soprattutto, questo punto aggiuntivo di IVA rischia di essere un’ennesima tassa sugli operatori dell’usato che, difficilmente, riusciranno a far accettare ai clienti un incremento medio di prezzo superiore a 60 euro”.

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