21 Febbraio 2020

Auto e mobilità: le leggi più assurde dell’ultimo anno

Quando si tratta di automotive e mobilità, il legislatore sembra non riuscire ad adottare provvedimenti coerenti e sensati. Ecco una compilation del peggio del 2019.

La pantomima del Governo sulla tassazione delle auto aziendali non è che la punta dell’iceberg di un problema più ampio: la difficoltà del legislatore nell’adottare provvedimenti coerenti e sensati, almeno quando si parla di automotive e mobilità.

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La sensazione è quella di navigare a vista: aziende e cittadini sono in balia di regole mai certe, scelte e poi ridiscusse in base agli umori del momento. Il tutto senza riuscire a  intervenire, se non marginalmente, sui problemi reali: l’anzianità del parco auto, la sicurezza, l’inquinamento.

L’auto: una mucca da mungere

Quando c’è bisogno di fare cassa niente è più comodo (e più miope) di aumentare di aumentare il carico fiscale sull’automotive. Ed è quello che voleva fare la Manovra 2020, che inizialmente prevedeva la triplicazione della tassazione sulle auto aziendali in fringe benefit.

premier Giuseppe Conte tassazione auto aziendali

Poi, dopo le proteste, il dietro front, cheprevede una riduzione dell’imponibile fiscale sulle auto meno inquinanti e, allo stesso tempo, un inasprimento (in forma molto più leggera rispetto a quanto ipotizzato a fine ottobre) sulle auto con emissioni superiori a 160 km/h, che peraltro sono presenti in percentuale minima all’interno delle flotte aziendali. Un’operazione a saldo zero, in definitiva.

Le indimenticate accise

Dal 2021, oltre a un ulteriore aumento della tassazione per le vetture più inquinanti, potrebbero aumentare persino le accise. Il Governo, nell’emendamento unico presentato alla Manovra in commissione Bilancio al Senato, ha rivisto le accise sui carburanti a partire dal 2021. La modifica alla clausola di salvaguardia  sulle accise comporta un rialzo da oltre 3 miliardi nei prossimi tre anni.

Il Governo, per evitare una vera e propria stangata sulla benzina e il diesel dovrà sterilizzare queste clausole con la Manovra del prossimo anno. La stessa cosa è  avvenuta negli ultimi anni sia per le accise sui carburanti sia per il paventato aumento dell’Iva. Intanto, la buona notizia, è  che è stata confermata la sterilizzazione delle clausole per il 2020, ma gli aumenti per i prossimi anni sono consistenti.

Il caos dei seggiolini antiabbandono

Ma i problemi del Governo con il mondo della mobilità non sono solo di natura finanziaria. Basti pensare all’assurda vicenda dei dispositivi auto antiabbandono per bambini.

Leggi anche: Dispositivi antiabbandono: dal 6 marzo arrivano le sanzioni

La premessa: dal 1998 ad oggi sono stati 10 in tutto i casi di bambini deceduti per essere stati dimenticati in auto. Vicende drammatiche, che giustamente hanno avuto molto risalto sulla stampa, ma i numeri mostrano chiaramente come non ci sia un’emergenza in atto. Ciò nonostante, è nata la legge che obbliga a dotarsi di sensori contro l’abbandono in auto dei bambini fino a 4 anni. Anticipata al 7 novembre 2019, è stata rinviata, tra le proteste, al 6 marzo 2020.

Seggiolini-anti-abbandono

Dopo quella data, chi non adeguerà i seggiolini andrà incontro alle sanzioni previste per la violazione dell’articolo 172 del Codice della Strada. Questo senza che vi sia chiarezza sui dispositivi da adottare né siano sufficienti i promessi incentivi all’acquisto.

Il pasticcio dei monopattini

E che dire del pasticcio della micromobilità elettrica? Qui una scusante c’è: è un problema nuovo, che tutti i Paesi moderni si stanno trovando a dover normare senza sapere bene come fare. Il punto è riuscire a coniugare gli innegabili vantaggi di questi nuovi mezzi e cioè il basso impatto ambientale, la praticità, il costo contenuto, il decongestionamento del traffico cittadino con le loro criticità: in primis, la sicurezza.

Quella di chi usa i monopattini elettrici (si sono già verificati i primi incidenti mortali) ma anche degli altri utenti della strada, soprattutto i pedoni, che rischiano di essere travolti da questi micro mezzi che spesso viaggiano anche sui marciapiedi, a velocità elevate, in una situazione di assenza di controlli.

Leggi anche: micromobilità elettrica: per la legge i monopattini sono come le biciclette

L’ultimo provvedimento è stata la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 30 dicembre 2019 della norma che, all’articolo 75, equipara i monopattini elettrici ai velocipedi. Così entra formalmente in vigore il decreto ministeriale Micromobilità del 4 giugno 2019 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 12 luglio) che permette la circolazione di questi nuovi veicoli – compresi i Segway – in ambito urbano e sulle normali sedi stradali, appunto come le biciclette.

bici-automobilisti

Basterà questo provvedimento a fare ordine? Sono i Comuni a scegliere, previa delibera, se aderire o meno alla sperimentazione e a operare alla regolamentazione. Il conflitto, però, è sempre latente. Come a Torino, dove a causa delle multe elevate ai monopattini il comandante della polizia municipale si è dimesso, in contrasto con l’assessore alla Viabilità, che aveva invece autorizzato la sperimentazione…

I blocchi del traffico “creativi”

E che dire dei blocchi del traffico contro l’inquinamento, misure di dubbia utilità decise a livello locale? L’ultima follia, a gennaio 2020, il blocco a Roma dei diesel Euro 6, cioè il diesel di ultima generazione, ecologico, con emissioni di particolato e ossidi di azoto (NOx) prossime allo zero.

blocco del traffico

Questo mentre alle auto benzina Euro 3, ben più inquinanti, era permesso circolare. Un segno di quanto le politiche locali versino in uno stato di grande confusione e di come manchino provvedimenti razionali, pianificati e con solide basi scientifiche.

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