CVO di Arval Italia: in un libro il futuro per le flotte aziendali

Il futuro per le flotte aziendali finirà inevitabilmente per intersecarsi con i due macro-temi che stanno indirizzando l’evoluzione del settore secondo un’accezione sempre più tecnologica/digitale: connettività di bordo e guida autonoma.

Per preparare gli attori di oggi ai cambiamenti che li attendono in un futuro neanche troppo lontano, Arval Italia con il suo Corporate Vehicle Observatory (CVO) presentano un volume curato da Lukas Neckermann, managing director della società di consulenza strategica che ne porta il cognome.

 

copertina libro futuro flotte aziendali

 

Realizzato in esclusiva per il Centro Studi interno che ogni anno cura e pubblica il suo “Barometro delle flotte aziendali”, una sorta di “bussola” per gli addetti ai lavori, il libro è intitolato “2020 Il futuro della mobilità aziendale” ed è scaricabile gratuitamente in versione digitale, previa registrazione al sito del CVO Italia se non ci si vuole accontentare della sola “preview”.

AZIENDE E PROFESSIONISTI, DRIVER DEL MUTAMENTO

Tra gli spunti che emergono scorrendo le pagine della pubblicazione, il focus principale riguarda indubbiamente l’allargamento del lessico legato al settore della mobilità privata e pubblica, a cui corrisponde una rivoluzione concettuale destinata a segnare per l’oggetto “auto” il vero spartiacque tra il mondo di ieri e quello di domani.

Dal modello del bene di proprietà si è passato a quello del “pay per use”, legato all’esplosione di nuove soluzioni atte a garantire il diritto di tutti a spostarsi liberamente senza doversi accollare oneri economici eccessivamente alti.

Car sharing e noleggio mezzi di varia durata rappresentano sempre più le formule di riferimento per la clientela corporate, che sta avendo un “ruolo fondamentale […] nel favorire questo mutamento radicale da qui al 2020”, si legge nella nota di Arval Italia.

PER SAPERNE DI PIÙ:

UN ANNO DI SVOLTA CON ALCUNI NODI DA SCIOGLIERE

Lo scenario tratteggiato da Lukas Neckermann, studioso delle linee di sviluppo dell’industria automotive, prevede che, al raggiungimento del traguardo temporale indicato (2020), le soluzioni legate alla mobilità in condivisione passeranno dallo status di “modello alternativo” a quello di “approccio consolidato”.

 

Volvo guida autonoma 2016

 

La crescita esponenziale della popolazione mondiale, con l’inevitabile relativo innalzamento spropositato dei livelli di traffico, giocherà a sfavore del fattore emozionale da sempre associato all’oggetto auto, anche e soprattutto tra i più giovani.

Ne deriverà un boom di veicoli dotati di sistemi di assistenza alla guida via via più sofisticati, sino ad arrivare alla vera e propria driverless car.

Mentre parla di un incremento atteso nel numero dei mezzi ibridi, il libro curato da Neckermann non può non indicare alcune criticità legate all’anno di svolta richiamato nel titolo, il 2020 appunto. “Permangono alcuni ostacoli infrastrutturali, finanziari e culturali. Nonostante questo, la guida autonoma è l’ultima tappa di un percorso dinamico che è già in atto e ci porterà nel futuro prima di quanto si possa immaginare”.

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