23 Novembre 2017

L’Intelligenza Artificiale Nuance a servizio dell’industria auto

Quando il microfono sul display di bordo si circonda di una corona di fuoco è il segnale che il sistema di Intelligenza Artificiale Nuance è in ascolto, pronto ad esaudire le richieste di conducente e passeggeri.

L’architettura tecnologica proposta dalla società, che è sbarcata anche in Italia grazie all’acquisizione della Loquendo di Torino, si presenta in continuo divenire e non smette quindi di aggiungere funzionalità sul fronte delle soluzioni vocali e linguistiche rivolte a driver aziendali come ai semplici privati.

Immagine generica per Intelligenza Artificiale Nuance

Alla base di tutto si trovano le possibilità offerte dal “deep learning” che attraverso appositi algoritmi consente al device di replicare il processo di percezione e apprendimento continuo caratteristico dell’essere umano.

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Come un bambino impara a fare qualcosa anche in assenza di istruzioni ma semplicemente ripetendo quanto ha osservato, anche i sistemi di Intelligenza Artificiale sviluppati da Nuance lavorano sull’interfaccia uomo-macchina (HMI) per rendere l’interazione tra le due componenti il più naturale possibile.

VIDEO: SILVIO NASI, SALES DIRECTOR AUTOMOTIVE DI NUANCE

DRAGON DRIVE, L’ASSISTENTE PRONTO A TUTTO

Pensate sia impossibile ricevere una risposta dal navigatore di bordo semplicemente domandando “Portami a mangiare dove sono stato l’ultima volta”, considerata l’indefinitezza del quesito?.

A smentirvi ci pensa l’assistente automotive “Dragon Drive” di Nuance, che, sui modelli già in commercio, permette, tra gli altri, attraverso comandi vocali, di:

  • utilizzare il navigatore, potendo anche stabilire se il quantitativo di carburante a bordo è sufficiente per coprire il tragitto. In caso contrario è possibile visualizzare le stazioni di rifornimento più vicino rispetto alla posizione del veicolo;
  • selezionare un canale radio o una specifica traccia musicale senza mai staccare le mani dal volante;
  • recuperare dati dalla propria agenda, come l’indirizzo relativo a un appuntamento o un nominativo da contattare;
  • fare una prenotazione;
  • poter richiamare sul display il manuale dell’auto, così da verificare il motivo di eventuali malfunzionamenti.

L'Intelligenza Artificiale Nuance trova applicazione nell'assistente automotive Dragon Drive

“La frontiera che ci siamo prefissi di raggiungere – ha chiarito Silvio Nasi, Sales Director Automotive di Nuance – è di passare da una risposta statica del device a dialoghi dinamici”, quindi dove il device non sia solo sollecitato, ma solleciti a sua volta la controparte umana.

Sempre nel futuro della società, che a Torino conta su oltre 300 ricercatori nel campo dell’Intelligenza Artificiale applicata al settore automotive (i dipendenti sono più di un centinaio), è prevista l’interazione tra gli assistenti virtuali impiegati in diversi campi, da quello che si occupa di domotica a quello in uso in ambito corporate.

I TEMPI DELL’INDUSTRIA AUTOMOTIVE

“Il concetto alla base del nostro lavoro è consentire ai passeggeri a bordo di fare quello che vogliono in totale sicurezza – ha ripreso Nasi -. Oggi con la nuova BMW Serie 5 si può dettare e correggere un sms, nonché sentirselo leggere. È inoltre possibile instaurare un dialogo con la vettura, per aggiungere informazioni necessarie all’azione, o qualora il sistema senta di fornire informazioni che il driver non aveva considerato. Non siamo ancora al livello dell’assistente personale nella sua forma più evoluta. Parliamo tuttavia, in questo caso specifico, di sistemi sviluppati anni fa”.

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Da quando parte un nuovo progetto sono infatti necessari circa 36 mesi prima che i dispositivi siano portati su un’auto e quindi scalati progressivamente sull’intera gamma.

L'intelligenza Artificiale di Nuance è applicata al sistema Connected Drive di BMW

Le acquisizioni più recenti in Nuance riguardano appunto l’integrazione con il sistema Connected Drive di BMW, esteso dalla Serie 7 alla Serie 5; e il ricorso a Dragon Drive per gestire tutte le conversazioni e i servizi connessi sulla nuova Audi A8.

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In “casa nostra” troviamo Giulia e Stelvio, entrambe firmate Alfa Romeo. Chrysler, che ha concorso a costituire il Gruppo FCA utilizza da anni i  prodotti della società

L’AI NELLA STORIA E NEL MONDO

Un po’ di storia che ha visto Nuance nelle vesti di protagonista: il primo dispositivo a sfruttare la tecnologia dell’Intelligenza Artificiale (o AI – Artificial Intelligence) è stato nel 1996 il Linguatronic di Mercedes, che lo proponeva sul suo top di gamma, la Classe S.

Da allora, trascorsi già  vent’anni, gli step più significativi si sono registrati nel 2012, con lo “Speech in cloud” e l’avvento delle soluzioni ibride (ossia che funzionano quando c’è una connessione a Internet) accanto a quelle vocali embedded; e nel 2014, con l’NLU (Natural Language Understanding), che è andato ad aggiungersi ai sistemi di riconoscimento vocale (ASR) e a quelli TTS (Text To Speech) quali possibilità aggiuntive legate al già citato “deep learning”.

Ad oggi sono oltre 180mila i veicoli che sfruttano la tecnologia vocale, escludendo dal novero i navigatori non fissi, bensì portatili. Non vi è praticamente costruttore auto, tra Europa, America e Asia, che non si sia rivolto a questa società. Ottanta le lingue riconosciute nel mondo dai sistemi sviluppati da Nuance.

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