L’Italia è vicina alla de-motorizzazione

In Italia cala il parco auto circolante e le vendite di biciclette superano quelle di automobili. Diversi i fattori che hanno contribuito a determinare questo significativo mutamento di abitudini, dalla difficile congiuntura economica al costante aumento dei costi di gestione delle auto e dei carburanti che fanno sì che risultino sempre meno attraenti soprattutto per i più giovani: solo il 16% dei ragazzi tra i 18 e i 29 anni si mostra interessato all’acquisto di un’auto (leggi qui i dati sul parco auto circolante in Italia). Questa la fotografia scattata dal rapporto Automotive 2013, un’indagine condotta a livello europeo da AlixPartners, società di consulenza, i cui risultati sono stati resi noti durante Missione Mobilità, manifestazione tenutasi a Roma il 21-22 giugno, promossa da Amoer (associazione per una mobilità equa e responsabile.

 I NUMERI – Secondo la ricerca, nel nostro Paese lo scorso anno per la prima volta il saldo tra nuove immatricolazioni e radiazioni ha registrato una forte flessione (-38mila veicoli), mentre in passato era sempre stato positivo: + 345mila nel 2011, +304mila nel 2010 e perfino +564mila nel 2006. Al contrario, sono cresciute le vendite di biciclette rispetto a quelle di auto (1,6 milioni contro 1,4 nel 2012), anche se solo il 5% degli italiani considera la due ruote il suo principale mezzo di trasporto. In Italia infatti la percentuale di concentrazione per abitante di due ruote non a motore è ancora piuttosto bassa: 440 ogni mille abitanti, contro 1.010 dei Paesi Bassi e 900 della Germania (leggi l’approfondimento sulle auto elettriche di Fleet Magazine) . Questi dati testimoniano però come le famiglie italiane stiano progressivamente riducendo l’utilizzo dell’auto, dalle 5,1 volte in media a settimana del 2010 alle 4,4 del 2012, indirizzandosi verso altri mezzi di trasporto più economici e rispettosi dell’ambiente. Complici, senza dubbio, alcune iniziative attuate dalle amministrazioni locali per tutelare la salute e l’ambiente come per esempio l’aumento delle zone a traffico limitato e delle piste ciclabili (dai 1.890 km del 2008 ai 3.174 del 2010), o lo sviluppo di servizi eco-friendly come il car sharing (in Europa lo utilizzano oltre 22,7 milioni di persone contro i 19,1 del 2010) o il car pooling.

“L’auto non è più il bene sognato e agognato dalle nuove generazioni ha spiegato Giacomo Mori, director di AlixPartners-. I neo maggiorenni sono più interessati alle nuove tecnologie, al web e all’intrattenimento. Il 36,2% dei giovani tra i 18 e i 29 anni intervistati ha dichiarato che con 30mila euro a disposizione preferirebbe organizzare una vacanza da sogno oppure conservarli sul proprio conto nel 27,6%. Solo  il 16,6% li investirebbe in un’auto nuova”.

“Le casse delle famiglie sono vuote – ha commentato Pierluigi Bonora, presidente Amoer -. Oggi la tendenza è continuare a usare la vecchia automobile o, al massimo, affittarne una più moderna per qualche giorno, se necessario (leggi anche i dati in crescita del mercato dell’usato). I costruttori di automobili devono elaborare nuove strategie che tengano conto dei cambiamenti in atto, fatto salvo che nei centri urbani si deve continuare a investire in modo bilanciato e responsabile senza penalizzare l’uno o l’altro comparto”.

Latest From Our Instagram
@fleetmagazine_italia