Menga: “Per le auto elettriche serve una politica adeguata”

Auto elettriche 2016: tutti i buoni motivi per acquistarle e promuovere così la “green mobility”.

Nei giorni in cui a Ginevra le nuove proposte di EV fanno bella mostra di sé, come accade ormai da qualche anno, Pietro Menga, Presidente della Commissione Italiana Veicoli Elettrici Stradali (CIVES) del Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI), traccia un quadro dell’evoluzione del settore delle zero emissioni anche alla luce di quanto mostrato al Motor Show Elvetico.

“Ci sono casi limite – come Norvegia e Olanda -che sarebbe molto bello poter replicare, in cui la mobilità elettrica ha raggiunto quote di mercato vicine al 20%, se non in qualche caso superiori – ha sottolineato -. Visto il concorrere di fattori negativi – il problema delle risorse energetiche, delle emissioni di CO2, e, più in generale, dell’inquinamento delle nostre città -, la questione è sentita con una intensità sempre maggiore”.

Il pensiero corre appunto alla Svizzera: “Il fatto che al Salone di Ginevra si presentino modelli elettrici che hanno subito un upgrade e beneficiano di  un’estensione importante dell’autonomia anche oltre i 300 km può rappresentare un fortissimo incoraggiamento all’utente che teme la bassa capacità delle batterie. Si tratta forse di un problema che si sta risolvendo in tempi vicini”.

L’ANOMALIA ITALIANA

Allargando lo sguardo al versante delle infrastrutture, Menga ha sottolineato una certa “anomalia italiana”. Da un lato, un numero molto modesto di punti per l’approvvigionamento di kilowatt se rapportato all’estensione territoriale, dall’altro, però, una quota risibile di auto zero emissioni.

“Non siamo molto distanti dall’avere un rapporto 1-1 – ha dichiarato -. Per tranquillizzare i cittadini occorrerebbe estendere la rete di ricarica, ma, allo stesso tempo, attivare una politica che sia capace di trasmettere alle singole persone o agli operatori professionali/aziende il messaggio sui vantaggi, anche collettivi, legati alle vetture elettriche, come è stato negli altri paesi in cui si è registrato un forte successo di vendite. Compensare in qualche modo il sacrificio economico iniziale, motivare le ragioni di scelta in termini di maggiore operatività, premialità nelle soste e negli accessi alle ZTL, che si possono tradurre in effetti economici”.

UN CAMBIO DI PASSO

Nel contesto tratteggiato la politica, che pure, ha rilevato Menga, si sta mostrando attenta alle problematiche energetiche e al tema della qualità dell’aria, è chiamata a un cambio di passo.

“L’ultimo alfiere della mobilità zero emissioni, la bicicletta, e l’auto ora sono alla pari – ha puntualizzato, con un sorriso, il Presidente di CEI-CIVES -, ma con le due ruote non si può né andare molto lontano né consegnare le merci. Una politica di sostegno all’elettrico adeguata presuppone un minimo di investimenti e un minimo di regole favorevoli, anche sul piano fiscale. In Norvegia, ad esempio, è stata totalmente azzerata l’IVA e la tassa di immatricolazione, che là è molto alta, è stata radicalmente abbattuta”.

I margini di azione, ha aggiunto Menga, ci sono e non passano necessariamente solo da forme di incentivazione economica, come quelle in questo momento allo studio in Germania, che in quattro anni dovrebbero portare gli EV sulle strade tedesche a quota un milione. “Le soluzioni proposte in Italia per un breve periodo sono state peraltro modeste. Il contributo del nostro Stato per l’acquisto di un’auto elettrica si è dimostrato addirittura inferiore all’extra-gettito di IVA che derivava dal fatto che si era scelto un veicolo più costoso. Direi quindi che non ha funzionato molto bene. Servirebbe fare di più”.

Latest From Our Instagram
@fleetmagazine_italia