19 Dicembre 2019

Cosa ci si aspetta dal mercato dell’auto nel 2020?

Il mercato dell’auto del 2019 si sta chiudendo tra luci e ombre, con numeri in linea con quelli dello scorso anno. Cosa dobbiamo aspettarci per il 2020? Lo abbiamo chiesto al direttore generale dell’Unrae, Andrea Cardinali.

Il mercato dell’auto si prepara a voltare pagina dopo un anno non certo brillante: il 2019, in generale, ha regalato alcuni mesi di leggera ripresa e alcuni mesi in calo rispetto a quanto accaduto nel 2018. Il risultato finale sarà un sostanziale pareggio a livello di numeri. Con una forte spinta del noleggio a lungo termine (leggi gli ultimi risultati del comparto) e un settore dei privati condizionato negativamente dall’incertezza economica e politica che ha accompagnato l’ultimo periodo.

“L’anno che si sta per chiudere viaggerà intorno ad un 1.910.000 – 1.920.00 unità: questo vuol dire una minima variazione (positiva o negativa) rispetto al 2018” ci spiega Andrea Cardinali, direttore generale dell’Unrae, che abbiamo incontrato a margine della presentazione del Milano Monza Open Air Motor Show, il nuovo Salone dell’Auto che si terrà a giugno nel capoluogo lombardo. A lui abbiamo chiesto cosa dobbiamo aspettarci dal mercato dell’auto nel 2020 che sta per arrivare.

previsioni mercato dell'auto 2020

MERCATO DELL’AUTO 2020: GLI EFFETTI DELLA MANOVRA

Il mercato dell’auto 2020 si aprirà all’insegna dell’incertezza, derivante da tutto ciò che è successo in queste settimane. “I fattori di incertezza sono tanti e tali che fare una previsione è quasi impossibile” esordisce Cardinali, che poi analizza diversi aspetti.

Andrea Cardinali Unrae

Sicuramente i primi mesi dell’anno pagheranno pegno, spiega il direttore generale dell’Unrae, “per effetto del congelamento degli ordini delle auto aziendali, che ha interessato il mercato all’inizio di novembre, quando è stata annunciata la modifica del sistema di tassazione sulle auto ad uso promiscuo”. Il timore di un aumento considerevole, infatti, ha spinto alcune imprese a bloccare gli ordini o, in alternativa, ad anticipare gli acquisti. E sappiamo quanto le auto aziendali siano importanti nel bilancio del mercato del nuovo.

Non solo. “Probabilmente avremo un ulteriore effetto distorsivo a cavallo dell’entrata in vigore della nuova normativa (1 luglio 2020), quando ci troveremo in presenza di due regimi diversi, uno per le vetture assegnate precedentemente, l’altro per quelle assegnate successivamente a quella data”. Un fattore che, secondo Cardinali, potrebbe spingere qualche azienda “a stipulare proroghe dei contratti in essere, per non incappare in un aggravio della tassazione”.

Leggi anche: tutte le tappe che hanno portato all’elaborazione della Manovra 2020

MANOVRA? METODO “GALILEIANO”

Negli ultimi due mesi, le notizie sulla tassazione sulle auto aziendali si sono susseguite a ritmo sostenuto, parlando prima di una stangata senza precedenti, poi di una mezza retromarcia, infine di una retromarcia completa, con piccole modifiche che, se non cambia nulla, entreranno in vigore a partire dalla prossima estate. Un metodo che può essere definito, scherzosamente ma non troppo, “Galileiano”. Ovvero si prova a “lanciare il sasso” per poi tornare indietro.

mercato dell'auto novembre 2019

 “Un processo piuttosto caotico, sempre sul filo dell’emergenza” commenta Cardinali. La Manovra, peraltro, non è stata ancora approvata in via definitiva, per cui, aggiunge il direttore generale di Unrae, “aspetto che si asciughi l’inchiostro sulla Gazzetta Ufficiale”.

Che dire sul risultato finale? “In sostanza per le company car cambia pochissimo, con una lieve penalizzazione e una ancor più lieve incentivazione in base al livello di emissioni di CO2 – risponde Cardinali – Non credo che tutto ciò avrà effetti pesanti sul mercato, ma sostanzialmente si tratta di un ritorno al punto di partenza: di tutte le proposte che Unrae e le altre associazioni del mondo automotive avevano studiato, formulato e proposto alle istituzioni, non vi è traccia”.

LE MISURE NECESSARIE

Alla fine, conclude Cardinali, “siamo ‘atterrati’ sul classico dei classici, ovvero l’aumento delle accise sui carburanti a partire dal 2021, ma non c’è nulla di tutto ciò che avevamo chiesto, dal potenziamento dell’ecobonus, all’incentivazione usato su usato, fino alle misure necessarie per il trasporto merci”. In altre parole, serve un piano strutturale, con un orizzonte di lungo periodo, per arrivare all’auspicato e necessario rinnovo del parco circolante. Unrae e le altre associazioni dell’automotive, in vista del 2020, sono già al lavoro per proseguire il dialogo con le istituzioni.

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