Mercato automotive 2012: tutti i numeri della crisi. E il 2013?

Poco più di un milione e quattrocento mila immatricolazioni: è il bilancio amaro del 2012 nel comparto automotive. I numeri, diffusi ufficialmente a inizio gennaio dal Ministero dei Trasporti, testimoniano infatti che, con grande fatica e il contributo delle km zero, il mercato degli ultimi dodici mesi ha prodotto solamente 1.402.089 mila immatricolazioni, con un calo totale del 19,9% rispetto al 2011. Anche a dicembre, la crisi si è fatta sentire in maniera massiccia, con un perentorio -22,5% sullo stesso periodo dell’anno precedente.

UN CROLLO CONSISTENTE – Rispetto al 2011, che aveva chiuso con 1.749.739 immatricolazioni, mancano dunque all’appello ben 347.650 unità, pari, secondo Federauto, l’associazione rappresentativa dei concessionari italiani, a un fatturato di circa 7 miliardi di euro. In particolare, la crisi ha colpito i veicoli commerciali e i veicoli industriali, per i quali il mercato si è più che dimezzato.

L’OPINIONE DI FEDERAUTO – Secondo Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, “si chiude un anno amaro per la filiera degli autoveicoli in Italia. Purtroppo, e sottolineo purtroppo, le previsioni dell’Osservatorio Federauto sono state rispettate”. Le stime per il futuro lasciano intravedere un ulteriore trend negativo. “La diffusa disoccupazione – commenta Pavan Bernacchi -, le aziende che chiudono, la pressione fiscale, il drastico calo del consumo interno, l’incertezza politica, il prossimo aumento dell’Iva previsto a luglio: tutto questo insieme ci fa prevedere, per il 2013, un mercato vicino a 1.330.000 unità”. Federauto si sofferma anche sulla delicata situazione fiscale delle flotte, che ha visto in pochi mesi il dimezzamento della deducibilità. “Il Governo Monti – conclude Pavan Bernacchi –  ha anche dato scacco alle vetture aziendali portando la deducibilità dal 40% al 20% – mentre in Europa chi acquista una vettura aziendale può scaricare il 100%-“.

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