18 Ottobre 2017

Mini Countryman Cooper All4: test drive del crossover

Abbiamo provato per una settimana la nuova Mini Countryman e abbiamo avuto la conferma di un pensiero che ci è balenato in testa fin dal primo momento in cui abbiamo incontrato l’auto, ovvero che tutto si può dire di una Mini tranne che ti lasci indifferente.

Casomai non piace perché è troppo carica di richiami al passato, per le “Union Jack” che compaiono un po’ ovunque nell’abitacolo oppure perché i contrasti di colore sono troppo sgargianti, o le forme caricaturali sono eccessive, ridondanti nei loro motivi stilistici.

Ma tutto ciò è anche allegro, ogni dettaglio è originale e ogni dettaglio comunica qualcosa e ti riporta ai favolosi anni ’60. In più, ci sono tante idee, anche pratiche e tutto è personalizzabile (a dismisura, va detto, per le proibitive cifre che si possono raggiungere). Abbiamo provato nel dettaglio la MINI Cooper D Countryman All4 Jungle.

MINI COUNTRYMAN TEST DRIVE

DESIGN CHE NON TI LASCIA INDIFFERENTE

La Mini Countryman è cambiata, un po’ come tutti gli altri modelli della Casa. Ora maggiori dimensioni ed equipaggiamenti sempre più completi. La Mini Cooper D Countryman All4 Jungle ha una lunghezza di 4,3 metri e diventa la più “maxi” di sempre a vantaggio dei passeggeri e del bagagliaio.

Mini Countryman Cooper All4

Internamente, rispetto al passato, la nuova Mini appare più pulita con linee tese e profili cromati, inserti retroilluminati e una risistemazione dei tasti sul mobiletto centrale.

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La qualità che abbiamo incontrato degli equipaggiamenti, degli impianti di bordo, oltre alle finiture e ai materiali scelti per l’arredamento dell’abitacolo, è alta, da premium class.

Ad esempio il navigatore Professional con schermo “made in Monaco di Baviera”, largo (8,8 pollici) con grafica ben definita, comandabile dalla manopola centrale in mezzo ai sedili, con il plus dell’inserimento dell’indirizzo tramite voce o scrittura a mano libera delle lettere sul piccolo touchpad.

Quindi l’Head up Display o i fari Bi-Led adattativi (1.100 euro) dalla luce molto bianca, quasi azzurra, che non sterzano ma integrano gli antinebbia (sempre a Led) in curva. Altro elemento premium sono i sedili sportivi JCW in pelle carbon black: piccoli, consistenti, lussuosi. Elettrici e riscaldabili. .

Altre particolarità, in questo segmento, sono il parabrezza termico (150 euro) e il vivavoce con doppio microfono, ovvero uno dedicato al conducente e l’altro al passeggero anteriore. Insieme alla plancia per la ricarica wireless del telefono, è compreso nell’optional Interfaccia Bluetooth (450 euro).

Volante della Mini Countryman

Parte dell’atmosfera, soprattutto di notte, è dovuta al Pacchetto Mini Excitement che comprende l’illuminazione delle maniglie esterne, la proiezione del logo sul marciapiede e la regolazione delle luci a Led RGB per il vano piedi anteriore, le tasche delle porte, la plancia e le maniglie interne.

L’abitabilità è buona: i sedili anteriori sono dotati di appoggio allungabile per le gambe, mentre dietro un pratico divano scorrevole, con gli schienali indipendenti e regolabili su diverse inclinazioni. Tra gli optional, debutta anche il portellone elettrico.

SU STRADA: PRONTA A TUTTO

Su strada la nuova Mini Countryman mostra subito il suo lato all terrain diventando una crossover ideale anche per viaggi che prevedano escursioni su terreni difficili. Anche noi non avevamo idea che questa Mini, con cerchi in lega bicolore da 19’’ e gomme sportive 225/45 ribassate e runflat (1.050 euro) fosse in grado di non toccare col fondo della scocca sui sassi del sentiero o di non raspare l’attacco delle rampe con lo spoiler anteriore.

Su strade veloci si avvantaggia dell’abbondanza di cavalleria e di coppia (400 Nm da 1.750 giri), senza mai diventare troppo esagerata.

Si può premere a fondo l’acceleratore, selezionare la modalità Sport, usare i paddle al volante per tirare le marce a proprio piacimento, 0-100 da 7,7 secondi e la velocità di 211 km/h. La Countryman sembra più piena e corposa rispetto ai 150 Cv dichiarati, salvo poi perdere qualcosa in allungo.

Mini Countryman offroad

Il raggio di sterzata non è da Mini, e l’automatico a 8 marce è fluido, attento a evitare sprechi di energia, con un efficace controllo dei giri e delle cambiate nelle accelerazioni. Il turbodiesel frutta molto bene la coppia disponibile favorendo la ripresa, sia a bassa velocità, sia a quella autostradale.

In realtà rispetto alla precedente versione, che aveva mantenuto il più possibile le caratteristiche di leggerezza e agilità tipiche delle Mini, la svolta crossover, ha spinto verso un assetto più morbido e un baricentro più alto dovuto alle dimensioni. Questo ha tolto un pò del sano divertimento della tipica guida di una Mini.

CONCLUSIONI

  • Cosa ci è piaciuto: Le finiture sono di alto livello e il confort è migliorato. I cerchi da 19″ e i pneumatici ribassati, garantiscono un buon assorbimento, e l’abitacolo risulta ben protetto dai rumori stradali.
  • Cosa non ci è piaciuto: La tipologia del veicolo ha fatto perdere un pò di quel divertimento della guida tipica Mini a vantaggio di un assetto più morbido, da crossover.
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