24 Giugno 2020

Auto protagonista della mobilità post Covid, lo studio di Aniasa e Bain & Company

Un’innovativa ricerca, condotta da Aniasa e Bain & Company, dal titolo “Auto protagonista della mobilità post Covid – Gli spostamenti degli italiani nella fase di ripartenza”, ha analizzato le nuove scelte di mobilità degli italiani in Fase 2.

In questo delicato momento di ripartenza, le abitudini degli italiani sono cambiate, dando vita a una nuova mobilità post Covid. Due cittadini su 3 limiteranno l’utilizzo dei mezzi pubblici. Diminuisce anche l’utilizzo dei servizi di car sharing. Mentre aumenta la richiesta di auto a noleggio, scelta dal 20% degli italiani per le proprie vacanze. Mentre 8 acquirenti su 10 hanno rinunciato o rinviato l’acquisto di un’auto in attesa di ulteriori incentivi.

mobilità post covid

Questo quel che emerge dalla ricerca “Auto protagonista della mobilità post Covid – Gli spostamenti degli italiani nella fase di ripartenza” condotta da Aniasa in collaborazione con la società di consulenza strategica Bain & Company e presentata oggi nel corso della conferenza stampa del Rapporto Aniasa 2020.

LA NUOVA MOBILITÀ POST COVID

Nel 2019, il tasso di motorizzazione in Italia è stato pari a 656 auto ogni 1.000 abitanti, un dato in costante crescita da 20 anni e senza pari in Europa. Il nostro Paese dipende in gran parte dalla mobilità privata: circa il 60-70% degli spostamenti avviene in auto. Nonostante ciò, il costo al km continua a crescere, portando allo sviluppo progressivo del noleggio a lungo termine, con costi certi e zero anticipo. Questo il contesto pre-pandemia.

mobilità post covid - studio aniasa

Per valutare l’impatto dell’emergenza sanitaria sulle abitudini di mobilità degli italiani, i ricercatori hanno intervistato un campione rappresentativo di 1.000 residenti nelle principali città italiane (Roma, Milano, Torino), interpellati a fine maggio, a poche settimane dalla fine del lockdown e quindi con ancora la paura del virus ben presente.

Approfondisci: Mobilità post Covid-19: l’auto torna protagonista

Il Car Sharing frena

Prima dell’avvento del Covid, i servizi di car sharing avevano visto la propria base clienti aumentare e consolidarsi. Il lockdown ha comportato una brusca battuta d’arresto a questo trend positivo. Stando alla ricerca, il 46% degli italiani intende continuare a utilizzarlo come prima, la restante parte si è dimostrata più scettica: il 64% di questa per via di ragioni sanitarie, mentre il 30% non ne ha bisogno in smart working. Il 44% degli scettici, tuttavia, si è dichiarato pronto a superare i propri timori.

mobilità post covid - car sharing

Oggi, superata la fase iniziale della Fase 2, il timore del contagio è meno invalidante e la maggior parte degli italiani ha ripreso a recarsi nel luogo di lavoro. Il car sharing sta dunque recuperando velocemente fette di mercato, grazie anche ai nuovi protocolli igienici adottati dagli operatori.

Leggi anche: Sharing Mobility in Fase 2: tutti i protocolli degli operatori

Il noleggio va in vacanza

Per quel che riguarda il noleggio a lungo termine, l’emergenza sanitaria non ha comportato significativi scostamenti rispetto al pre Covid. Discorso diverso è quello sul noleggio a breve termine, da sempre caratterizzato in Italia da una forte componente leisure che affianca quella business. Il 50% degli intervistati ha dichiarato di voler utilizzare l’auto quanto o più di prima, la restante metà è intenzionato a servirsene di meno.

mobilità post covid - vacanze

Il minor utilizzo dei servizi di noleggio a breve termine è dovuto, più che a ragioni sanitarie, alla variazione della routine lavorativa (54%) o alle difficoltà economiche dovute alla perdita o al cambio di lavoro (55% del totale). Più promettenti i dati sul periodo estivo: il 72% degli italiani conferma la propria intenzione di andare in vacanza e il 20% di questi è pronto a farlo con una vettura a noleggio (scopri anche il voucher vacanze di Aniasa).

L’acquisto è rimandato

Infine, lo studio si concentra sulla propensione all’acquisto di nuove vetture. Il 24% del campione, ha ammesso di aver rinunciato all’acquisto; il 60% dichiara di averlo posticipato. Le ragioni, nel 47% dei casi, sono di natura economica, con il 23% in attesa di un imminente calo dei prezzi. Per il 70% degli intervistati, infatti, il ritorno all’acquisto è legato a incentivi e promozioni, nonché allo sviluppo di strumenti flessibili.

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