5 Luglio 2016

Motori e fisco: nel 2015 tasse auto per quasi 72 mld di euro

Hanno continuato a crescere, alimentate dalle varie voci che danno forma al prelievo fiscale applicato sugli autoveicoli in Italia.

Secondo le indicazioni fornite da Anfia, nel 2015 sono entrati nelle casse dello Stato 71,9 miliardi di euro (+0,5% rispetto all’anno precedente), con un’incidenza sul gettito complessivo nazionale, che pure ha conosciuto un incremento del 5,9%, in leggero calo (dal 16,8% al 16%).

I maggiori oneri economici risultano legati all’utilizzo del bene. Seguono il versamento dell’IVA e dell’Imposta Provinciale di Trascrizione (IPT), con un rialzo rispettivamente del 13,6% e dell’11,2%; e, tema caldo in una fase di successo per nuove formule di mobilità come il noleggio, il car sharing e il car pooling, gli obblighi tributari connessi con il possesso dell’autoveicolo.

NOLEGGIO E PRIVATI, I MOTORI DEL SETTORE AUTOMOTIVE

Le tasse auto versate in fase di acquisto si sono tradotte nel 2015 in un’entrata, per il nostro Paese, pari a 7,7 miliardi di euro.

L’esborso richiesto al contribuente per le procedure amministrative legate allimmatricolazione (pagamento dell’IVA e dei diritti di motorizzazione, passati da 9 a 10,20 euro), è stato di 6,20 miliardi di euro, più alto del 13,6% rispetto alla soglia toccata l’anno precedente. In rialzo anche l’asticella legata all’IPT, imposta che ha fruttato oltre un miliardo e mezzo di euro.

Se da un lato il mercato ha festeggiato la ripresa delle vendite dopo i sei anni bui seguiti alla crisi economica globale del 2008, dall’altro lato si è registrata una flessione nella quota delle vetture intestate a società (16,2% vs 17,9%). Sono invece aumentati sia gli acquisti da parte dei privati (64% contro il 62,7% del 2014) e sia il parco circolante a noleggio (19,8% rispetto al 19,4% di un anno fa).

Le tasse auto versate dagli automobilisti italiani nel 2015 (miliardi di euro) Fonte: Anfia
Le tasse auto versate dagli automobilisti italiani nel 2015 (miliardi di euro) Fonte: Anfia

CARBURANTI: SCENDONO I PREZZI, NON IL CARICO FISCALE

Sempre nel 2015, per il secondo anno consecutivo (e dopo il ribasso segnato nel periodo 2007-2013), si è avuta una crescita dei consumi di carburante (+1.5%, con ricavi pari a 35,8 miliardi di euro). Il risultato è stato originato da una riduzione generalizzata del prezzo medio alla pompa, a sua volta collegato alla discesa nella quotazione del petrolio.

Alla contrazione del prezzo industriale si è però accompagnato un ulteriore incremento, pari a 5/6 punti percentuali, nell’incidenza del carico contributivo. Un fenomeno che potrebbe interessare anche il biennio 2017-2018 qualora non si riescano a raggiungere gli obiettivi fiscali fissati per il nostro Paese dall’Unione Europea.

 Tipologia di carburante 2014  2015
 Benzina  60,7% 65,5%
 Gasolio  56,5%  62%
 GPL  37,2%  42,1%
Metano  18,5%  22,4%

LA NECESSITÀ DI UNA REVISIONE “ECO” DELLE TASSE 

Nel passare al terzo macro-settore, quello del “possesso”, occorre rilevare che i 6 miliardi generati dal bollo auto, in calo dell’1,2%, non rispecchiano la situazione del parco circolante italiano, che al contrario nel 2015 è risultato in aumento dello 0,7%, con quasi 43 milioni di autoveicoli.

“Bisogna puntare a una rimodulazione basata sulla logica ‘pay as you drive‘, capace di orientare il settore verso modelli di consumo sostenibili – ha sottolineato Aurelio Nervo, presidente di Anfia -. Questo tipo di soluzione è già garantita dalla telematica applicata ai trasporti e si sta diffondendo, nel nostro Paese, soprattutto grazie alla crescita del mercato della ‘insurance telematics‘, con una progressiva riduzione dei costi assicurativi, oltre che delle frodi relative agli incidenti stradali”. Nervo ha parlato anche di “e-Call“, dispositivo che diverrà obbligatorio sulle autovetture a partire dal 2018, e di “digital transformation delle infrastrutture” sulla scorta di quanto annunciato dal Ministro dei Trasporti Graziano Delrio.

Il Numero Uno dell’Associazione che riunisce i player dell’industria automotive ha quindi accennato alla necessità di una revisione fiscale in chiave ambientale che includa i carburanti alternativi e quelli bio. “I tempi sono maturi […] – nell’Unione Europea 20 paesi su 28 già applicano forme di tassazione in funzione delle emissioni di CO2”. Nel guardare allo scenario continentale, Nervo ha rilevato:  “[…] in Europa  i veicoli con meno di un anno di anzianità, e quindi rispondenti alle normative ambientali più recenti, sono appena il 5%”.

Nella tabella sottostante, curata da Anfia, è riportato, voce per voce, l’ammontare dei contributi  fiscali posti a carico degli autoveicoli nell’anno 2015:

tasse auto 2015 singole voci

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