26 Ottobre 2017

Nissan Micra test drive: non chiamatela city car [VIDEO]

La Nissan Micra “europea”, costruita in Gran Bretagna e auto dell’anno 1993, ha debuttato in Italia nel 1990. Da oggetto del desiderio per i neopatentati dell’epoca oggi invece la nuova Micra, più aggressiva nelle sue linee spigolose e determinate, è tutta un’altra cosa.

Un restyling importante e una nuova identità era dovuto, vista la poca presenza scenica dell’edizione del 2010, anche dopo il restyling del 2014. Per allargare la platea, proporsi in modo più equilibrato anche all’universo maschile oltre che femminile e uscire dal segmento delle auto da città.

Abbiamo provato per una settimana la nuova Nissan Micra Tekna dCi 90 quinta generazione della casa giapponese.

NISSAN MICRA TEST DRIVE

DESIGN CATTURA SGUARDI

La storia del design della Nissan Micra è stata decisamente dinamica: squadrata la prima serie del 1982, morbida la seconda, quella più famosa, più “grafica” la terza, ma pur sempre curvilinea, di nuovo tonda, ma troppo semplice, la quarta.

I progettisti hanno quindi lavorato sulla piattaforma della Renault Clio per realizzare la quinta serie, hanno ampiamente rielaborato le linee per giungere a forme “eye-catching”: appariscenti e, a giudicare dagli sguardi incuriositi che si catturano ai semafori, piuttosto originali.

Nissan Micra Tekna

La tinta della carrozzeria del modello provato è Gunmetal Grey, dentro è bicolore grazie al pacchetto “Interior Pack Energy Orange”. Ma l’esemplare è arricchito anche dall’Exterior Pack Energy Plus, che prevede ulteriori elementi arancioni sulle calotte specchietti, su profili dei paraurti anteriore e posteriore, modanature laterali e persino sulle razze dei cerchi in lega.

Leggi anche: le migliori citycar del 2017

Una vistosità atipica in una flotta, ma molto riuscita, perché scatena una curiosità per la diversità della linea rispetto alle precedenti e attrazione per il taglio netto di tetto, del portellone e delle luci posteriori.

EQUIPAGGIAMENTI E ALLESTIMENTI DA SEGMENTO C

La Nissan Micra Tekna della nostra prova ha il navigatore di serie, i sensori pioggia/crepuscolare e quelli di parcheggio, la telecamera posteriore con “around view monitor” – notevole per le manovre in città – il monitoraggio automatico della pressione pneumatici, il Cruise Control, l’avviamento senza chiave “Intellingent Key”, il clima automatico, i cerchi in lega da 17’’, i fendinebbia, l’impianto audio Bose Personal.

Nissan Micra allestimento Tekna

Interessante e molto utile il pacchetto di sicurezza Safety Plus, particolarmente completo, che include: avviso e prevenzione cambio di corsia involontario, controllo automatico fari abbaglianti, riconoscimento segnali stradali, frenata di emergenza intelligente con riconoscimento pedoni. Si tratta, in effetti, di equipaggiamenti da segmento C o D, in certi casi.

Se aprendo la portiera non si ha la percezione di materiali “premium” e neanche di assemblaggi impeccabili poco male, perché una volta in marcia la Micra sfoggia un comportamento di qualità.

Per quanto riguarda il mondo delle flotte gli allestimenti business e business + sono i più accreditati. Il primo sulla dc si può avere ad un prezzo di 17.950,000 euro mentre il secondo ad un prezzo di 19.200,000 euro.

SU STRADA: BEN GUIDABILE NEI TRATTI MISTI

La nuova Nissan Micra si lascia guidare con gusto, è leggera ma ben piantata a terra e consuma davvero poco. La posizione di guida è ben centrata, si adatta a diverse esigenze, non affatica. Anche senza impegnarsi con questa versione top, già la “Business +” avrebbe le carte in regola per gratificare il driver.

Pur con vocazione “urbana”, la Micra va persino meglio fuori città. Sorprende per la sicurezza generale, l’accelerazione laterale che è in grado di assorbire, la quinta marcia di riposo che consente i 130 Km/h reali a soli 2.400 giri/minuto.

Nissan Micra Tekna laterale

Un dettaglio molto “made in Japan” è la leva del cambio più alta della media, dunque vicina al volante, comoda. L’assetto è piatto, più che buono il cambio, con 5 marce correttamente distanziate, i freni non mordono subito ma, se insisti, la decelerazione poi arriva ed è potente. Il Cruise Control fa il suo dovere, il volante è sportivo, tagliato in basso.

In viaggio si apprezza anche la capienza del vano portaoggetti nella consolle centrale: è rivestito di uno strato di gomma traforata da cui proviene una scenografica luce a LED blu. Le prese USB e di alimentazione sono dove servono. Unica stranezza, visto il livello di equipaggiamento, sono i vetri posteriori a manovella.

Nissan Micra Tekna fari

 

Ci si puoi immaginare che una Micra diesel consumi poco. Ma forse non è così scontato riuscire a leggere sul trip computer 5,2 litri per 100km di consumo medio dopo quasi una settimana di utilizzo quotidiano tra città, statali e autostrade.

Leggi anche: test drive della Mini Countryman All4

Da questo punto di vista il 1.5 DCI, motore Renault-Nissan, riesce ancora una volta a brillare. Può darsi che sia da mettere in conto uno scarto del misuratore rispetto ai valori reali, ma quando rifai in pieno non ci metti molto a calcolare una percorrenza effettiva media di quasi 20 km con un litro.

Comunque questa taratura del motore è “tranquilla”, non spinge particolarmente ma è omogenea nell’erogazione. Non sarebbe male aggiungere una manciata di cavalli, da 90 a 110, per esempio. Il telaio se li meriterebbe.

CONCLUSIONI: RIVOLUZIONE AGGRESSIVA

La rivoluzione aggressiva che ha coinvolto la piccola giapponese non ha risparmiato le funzionalità, da sempre elemento a favore della Micra. Ora l’accesso a bordo è meno agevole specialmente per i passeggeri posteriori che devono inclinare la testa per non sbatterla contro il tetto, mentre per le gambe e i opiedi lo spazio è giusto.

La Micra si rifà in termini di comportamento su strada, grazie allo sterzo preciso e all’assetto ben calibrato, che rende l’auto molto ben guidabile nei percorsi misti. Ci sarebbe piaciuto vedere una manciata di cavalli in più e un pò più di brio a basso numero di giri.

Latest From Our Instagram
@fleetmagazine_italia