15 Giugno 2018

Nissan Qashqai, il sistema ProPilot sale a bordo della 1.6 dCi

I Sistemi di assistenza avanzata alla guida, sotto forma di Nissan ProPilot, salgono a bordo di Qashqai. È il più recente passo verso l’automazione di alcune fasi di guida compiuto dal marchio nipponico, dopo che uguale suite di soluzioni ha debuttato sull’elettrica Leaf. Connettività, alimentazioni sostenibili, sicurezza in marcia, sono pilastri della strategia Nissan Intelligent Mobility. Alcuni ADAS, del resto, presto saranno resi obbligatori dall’Unione Europea.

Nissan Qashqai con ProPilot

Il suv di segmento C vede il sistema ProPilot disponibile in abbinamento all’allestimento N-Connecta, sul quale sarà optional da 600 euro (con trasmissione manuale), 1.000 euro nel caso di cambio automatico. La motorizzazione prevista, il diesel dCi 1.6 130 cavalli, due o quattro ruote motrici. E’ offerto di serie, Nissan ProPilot, sugli allestimenti Tekna e Tekna+, rispettivamente a listino partendo da 33.310 euro e 35.600 euro.

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COME FUNZIONA NISSAN PROPILOT

Siamo tra i sistemi di automazione di Livello 2, assistenza alla guida composta dall’Intelligent Cruise Control, in grado di gestire la velocità dell’auto e il mantenimento della distanza di sicurezza in autonomia, dal Lane Keep Assist – ausilio che assicura il mantenimento automatico della corsia di marcia, in posizione centrale, con interventi di correzione sul volante – fino al Traffic Jam: la gestione delle fasi di stop e ripartenza nella marcia in colonna, a basse velocità. E’ un dispositivo di assistenza condizionale, poiché il guidatore è chiamato sempre a sorvegliare la marcia, tenere le mani sul volante e le funzioni di ProPilot sono circoscritte alla guida in autostrada e su strade ad alto scorrimento. Opera su singola corsia, non consente, cioè, l’automazione delle manovre di cambio corsia e sorpasso.

Nissan ProPilot

L’attivazione è a portata di pollice, un pulsante sulla razza destra del volante inserisce il ProPilot e la strumentazione offre un’assistenza continua sul funzionamento. Nissan Qashqai, così, è in grado di muoversi sollevando una buona parte dello stress dal guidatore nei tragitti autostradali: la gestione di acceleratore, freno e volante è seguita dall’elettronica, sempre – repetita iuvant – con il tassativo monitoraggio del guidatore. In caso di fermata e ripartenza, ProPilot opera in autonomia se la fase di stop non supera i 3”, trascorsi i quali spetta al guidatore rimettere in movimento l’auto, attraverso il tasto Resume sul volante o dando gas.

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RADAR E TELECAMERA ORIENTANO PROPILOT

Sviluppato il “come” opera ProPilot in concreto, sono essenziali due componenti che offrono le “coordinate” perché il sistema possa funzionare. La telecamera posta sul parabrezza e un radar installato sulla calandra sono gli occhi digitali che leggono le condizioni del traffico, rilevano la presenza di altri veicoli davanti e scansionano la segnaletica orizzontale.

«Vogliamo lasciare alle persone solo il piacere della guida, sollevandoli da situazioni stressanti come il traffico o i parcheggi in città e fornendo loro un prezioso supporto in situazioni rischiose generate da distrazioni o eventi imprevedibili», ha commentato il presidente e a.d. di Nissan Italia, Bruno Mattucci.

Se il ProPilot è la frontiera più avanzata proposta su strada da Nissan, non vanno dimenticate le soluzioni di assistenza già offerte, il Driver Assist Pack che include il parcheggio automatizzato, il rilevamento di ostacoli nelle fasi di retromarcia, il monitoraggio della soglia di attenzione del guidatore e il Blind Spot Monitor.

«Salendo su aerei, navi e treni ci affidiamo a tecnologie che permettono decolli, crociere, e atterraggi anche in condizioni difficili. Oggi qualcosa di simile avviene quando saliamo sulle nostre vetture andando al lavoro o partendo per un viaggio con la famiglia. Ci affidiamo a tecnologie che ci fanno viaggiare più comodi e ci aiutano a prevenire incidenti, grazie a telecamere, radar, sensori che leggono la realtà meglio e più rapidamente di quanto può fare chi è alla guida e permettono alla vettura di intervenire se necessario», ha proseguito Mattucci.

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