27 Luglio 2015

Land Rover R.R. Evoque, l’oggetto del desiderio

Sarà solo un “fashion Suv”? C’è sostanza oltre al design? E, soprattutto: regge il confronto con la qualità teutonica? Ne insinua di domande il successo planetario dell’Evoque, un modello indicato anche per il noleggio a lungo termine e le flotte aziendali. Ne genera di pregiudizi quell’aria da “concept car” passata in produzione quasi senza modifiche, quella linea che è diventata il manifesto dei canoni estetici dei Suv contemporanei. D’altro canto, la bravura dei progettisti inglesi è stata proprio quella di combinare l’heritage del marchio con tratti esasperati e muscolari in un insieme, senza dubbio, molto originale.

Lunedì – E allora fa niente se, da un punto di vista di pura praticità, le superfici vetrate della Land Rover Range Rover Evoque sono quasi inesistenti. Fa niente se la carrozzeria è quasi più larga che lunga (il che in città o nelle strade strette non è esattamente rilassante). Perché non è con la noiosa osservanza delle razionali esigenze d’utilizzo che si scaldano gli animi. Sono, invece, proprio quelle fattezze da grande giocattolo, da “robot transformer” in dimensioni reali a rendere primigenia l’Evoque: simbolica, caricaturale, quindi capace di sdrammatizzare una certa serietà, tanto tipica della fascia alta del mercato quanto specifica di alcune dirette concorrenti. Senza dimenticare l’effetto “Range Rover in scala ridotta”, elemento fondamentale della strategia del modello: determinante per guadagnare l’attenzione della parte di pubblico (anche quello del noleggio a lungo termine e delle flotte aziendali) sensibile al profumo del lusso e all’esclusività di un prodotto automobilistico celebre per essere sempre stato – ed essere tuttora – appannaggio di pochi eletti. Riflessioni del primo giorno…

VIDEO: TEST DRIVE LAND ROVER RANGE ROVER EVOQUE

Martedì – Dal lancio ad oggi l’Evoque si è aggiornata, con qualche chicca come il cambio automatico ZF a 9 marce nel Model Year 2014-2015 (in sostituzione del precedente a 6 rapporti) o i sistemi Active Driveline (disattivazione della trazione integrale in determinate condizioni stradali, per risparmiare carburante), nonché l’Active Torque Biasing (differenziale elettronico posteriore, con controllo e gestione del sottosterzo). Così come sistemi, meno da Suv dei primi, di Traffic Sign Recognition, Lane Departure Warning e Parking Assist. Soprattutto i vari interventi hanno incrementato l’efficienza, per cui l’Evoque di oggi è decisamente più compatibile con i parametri, anche severi, delle car policy in termini di riduzione consumi/emissioni/costi di gestione. Sinceramente al volante la vettura è leggera, si muove con agilità, l’elettronica di bordo è aggiornata, completa, abbastanza agevole da capire, impostare, usare. Il touchscreen è grande, i tasti virtuali sullo schermo sono tanti ma facilmente individuabili. C’è una favorevole “standardizzazione” dei comandi nell’abitacolo: le funzioni si riconoscono in fretta. Il Cruise Control (anche adattivo) a destra in basso sul volante, per esempio. Il quadro generale è ben allineato al segmento e alla concorrenza. Con un tocco di classicità nella plancia, che mantiene lo stile tipico della casa, senza stravaganze.

Mercoledì – Qualche collega lamentava nei primi esemplari alcune rumorosità aerodinamiche. Un comfort generale migliorabile. Al quale la Casa risponde con un interventi validi dal punto di vista della qualità della vita a bordo: francamente, alla prova autostradale, il motore non si sente proprio, i rumori di fondo si mantengono ad un livello molto contenuto. L’assetto è “solido”, cioè non morbido, ma lo smorzamento delle asperità stradali è comunque buono, soprattutto davanti. D’altro canto l’Evoque del mio test è SD4, da 190 Cv, con ruote da 19 pollici e 235 mm di battistrada. Si è cercato di tenere sotto controllo il rollio e di conferire alla vettura un approccio alla strada dinamico e reattivo, lavorando sul comando dello sterzo soprattutto, che è piacevolmente sensibile alle basse andature e persino troppo nei curvoni autostradali e alle alte velocità. Per compensare è meglio selezionare la modalità “S” del cambio, che rende più duro anche il volante. Spettacolare la “rapportatura” delle marce di questo nuovo automatico: nel rapporto più alto il motore, a velocità di codice, si mantiene a 1.750 giri.

(La prova completa è pubblicata sul numero di giugno di Fleet Magazine)

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