21 Ottobre 2015

Eurotaxglass’s: design e VR, un binomio da monitorare

Sembra un paradosso: l’aspetto emozionale per eccellenza, ovvero il design di una vettura, è in grado di influenzare, eccome, l’aspetto più razionale che possa esserci per il noleggio a lungo termine e le flotte aziendali, ovvero il valore residuo. Eppure, nel nostro Paese, è proprio così. E la testimonianza arriva da Eurotaxglass’s, società di riferimento quando si parla del calcolo dei VR.

LA RAZIONALIZZAZIONE DEL DESIGN – “Il design è il primo motivo d’acquisto per i clienti privati, ed è altrettanto importante in ambito flotte – chiarisce subito Stefano Ferruzzi, operations manager Italy di Eurotaxglass’s International, riferendosi al settore del noleggio a lungo termine e delle flotte aziendali -, anche se occorre fare un distinguo tra le grandi aziende e i cosiddetti user chooser, che naturalmente seguono una logica più vicina a quella dei privati”. Per questo motivo, “l’argomento design” viene preso in considerazione da tempo negli studi di Eurotaxglass’s. “Negli ultimi anni – aggiunge Ferruzzi – abbiamo provato a razionalizzare questo tema, cercando parametri oggettivi per stabilire se il design di un veicolo è più o meno ‘riuscito’. Qualche esempio? La coerenza di un determinato modello con quello che l’ha preceduto, la coerenza del modello con gli stilemi della marca, la coerenza tra gli esterni e gli interni, il fattore di evoluzione e innovazione delle linee rispetto ai gusti del pubblico. Basandoci su questi aspetti, siamo giunti alla conclusione che il design ha un peso rilevante nel calcolo del VR. In altre parole, se una vettura ha un design ‘riuscito’, il valore futuro della stessa sul mercato dell’usato è più alto. Oggi lo vediamo, per esempio, sui Suv e sui crossover”.

LA CURVA DEL DEPREZZAMENTO IN ITALIA – C’è poi un altro aspetto da considerare. “Nel nostro Paese, la curva di deprezzamento è totalmente atipica – conclude Ferruzzi – Se i veicoli sono ‘riusciti’, i valori residui, inizialmente, sono molto alti, ma poi scendono in maniera molto più rapida rispetto agli altri Paesi, perché il cliente italiano è molto legato al ‘fattore moda’. E abbiamo visto che questo accade in maniera particolare per le auto che fanno del design il loro punto di forza”.

(Il servizio completo è pubblicato sul numero di ottobre di Fleet Magazine)

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