12 Febbraio 2014

Nuova Insignia: quando il chirurgo estetico non serve

Abbiamo provato la nuova Insignia, nella versione Sports Tourer 2.0 CDTI, 140 cavalli, ecopower Cosmo Business. L’Insignia è una vettura che ha fatto la storia del noleggio a lungo termine. Le flotte aziendali rappresentano più del 50% delle vendite della prima generazione di Insignia, per cui l’ammiraglia Opel è già saldamente tra le vetture preferite in questo settore. La nuova versione non stravolge l’anima della Insignia e dà massimo spazio ai contenuti: più comfort e infotainment, meno consumi e costi di gestione. Miglioramenti da apprezzare in tante e tante ore di guida.

La nuova Insignia rispetto alla generazione precedente si aggiorna esternamente solo in qualche dettaglio, come i Led o i nuovi profili cromati davanti e dietro. Davvero poca roba. Ottimo, perché sinceramente un design così apprezzato non avrebbe meritato incauti “ritocchi” dettati dal marketing per aggiornare l’appeal del modello, spesso forieri del duplice rischio di appesantire la linea e di turbare il sonno di chi calcola i VR. Qui invece la linea resta pura. Un buon segnale da parte di Opel.

LUNEDI’: una matita felice Quella che disegnò la prima Insignia, lanciata nel 2009. Un design che ha fatto colpo: 600mila unità vendute fino ad oggi. Un successo anche nel mondo del Noleggio a lungo termine, dove ha conquistato tanto, sottraendo attenzione ai grandi marchi premium, in molti casi. Un’auto importante, per il brand, in termini di acquisizione di nuovi driver. Un modello che sa ancora tener testa alla migrazione dei clienti, ormai segnata, dalle classiche station di segmento D alle Suv più o meno grandi. Ecco perché era importante, in un naturale face-lift, non sbagliare. Non cambiarle il “muso”, fari e calandra, come passo obbligato. Dove, invece, si è intervenuto con dovizia è nel livello di qualità percepita, nel comfort generale e nel gusto di guida. Ma andiamo con ordine, è solo il primo giorno.

MARTEDI’: sensazioni di maggiore compattezza – Della Sports Tourer avevo un buon ricordo dal primo test “7 giorni” del 2010: sicura e ben equipaggiata, oltre che di grande effetto scenico, come già detto a proposito del design. Però guidando questa nuova 2.0 CDTI 140cv Ecopower viene spontaneo notare come, evidentemente, ci fosse spazio per migliorare. Dove? Nel feeling dei materiali dell’abitacolo, per esempio. Nella silenziosità del motore. Nella razionalizzazione dei comandi, soprattutto sulla consolle centrale. In quell’imprecisabile mix di settaggi (sterzo, assetto, freni) che nella nuova Insignia determina una guida, in definitiva, più piacevole. Probabilmente ciò che è stato messo in pratica dai tecnici di Russelsheim è un aggiornamento di tante componenti, che ha condotto a una vettura più “aderente” al driver, meglio bilanciata su strada, più precisa. C’è la sensazione che ci siano meno tolleranze, che la scocca sia meglio costruita, persino che l’auto sia più compatta (cosa che non risponde al vero, date le identiche dimensioni del corpo vettura). Tenendo sempre selezionato il tasto “ECO”, che attiva lo Start/Stop, la marcia è morbida e adatta al traffico quotidiano perché molto scorrevole, la programmazione del motore Ecopower tiene a bada i picchi di coppia, fornendo la giusta spinta quando la chiedi ma senza sprecare.

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