Numericamente saranno in totale 5 i modelli della gamma Alfa Romeo, secondo il nuovo piano Fastlane 2030. Appena uno in più di quanti non ne abbia oggi. Ma il calcolo puramente numerico non dice molto della riorganizzazione profonda a cui assisteremo nei prossimi anni. L’attenzione è tutta spostata sul segmento C, dove il piano industriale ha prospettato l’arrivo di un suv ma, nelle ore successive alla presentazione di Auburn Hills, la casa del Biscione ha diffuso altri dettagli.
ALFA ROMEO E LE NOVITÀ IN ARRIVO
Ad esempio, che arriverà un modello idealmente erede della 147 e Giulietta, quindi, una berlina di segmento C. Il suv, invece, sarà un progetto che rileverà il Tonale e lo farà con una produzione sempre in Italia, oggi assegnata a Pomigliano d’Arco, ma su un’architettura differente.
Poi c’è il capitolo Alfa Giulia e Stelvio, ovvero, i modelli del segmento D premium. Stelvio è tornato al tavolo di progettazione dopo che nel 2025 avevamo apprezzato i primi muletti di sviluppo, in una fase avanzata ma legati a una direzione di sviluppo che voleva il suv e l’erede della Giulia pensati anzitutto come vetture elettriche e con opzioni ibride. Il cambio di visione tecnica è radicale, le nuove generazioni saranno anzitutto ibride, a partire dal plug-in, e con una soluzione anche elettrica. Ben prima della presentazione del piano Fastlane 2030 Stellantis era chiara la direzione su Stelvio e Giulia, con la reintroduzione a listino anche delle motorizzazioni benzina più sportive, nell’ottica di una produzione almeno fino a tutto il 2027.
LE ALFA MEDIE, CASSINO E LA PIATTAFORMA
In questo contesto, il futuro di Alfa nel segmento D potrebbe passare ancora dall’architettura STLA Large, la base tecnica formalmente assegnata negli anni scorsi a Cassino, dove verrà realizzato anche un modello di lusso che coinvolgerà Maserati. Il prossimo dicembre, con la presentazione dei piani mirati sulla casa del Tridente e l’annuncio delle novità in arrivo – due modelli di segmento E -, avremo un quadro più nitido su Cassino e sulla base tecnica impiegata. A oggi resta la piattaforma STLA Large la soluzione più logica e idonea. Tanto più essendo stata presentata la base modulare STLA One come un’architettura che sarà l’ossatura dei modelli di segmento B, C e D.
STLA Large può operare sui segmenti di alta gamma, D ed E, che nel caso di Alfa Romeo e Maserati sarebbe opportuno accorpare in un’idea di marchi dall’identità sportiva e di lusso ben distinta dal resto dei brand Stellantis. Al di là dei Stelvio e Giulia di prossima generazione, Alfa Romeo continuerà a proporre il B-suv Junior e rinnoverà completamente la proposta di segmento C.
147, GIULIETTA E LA NUOVA SEGMENTO C
Riportare sul mercato un modello come la Giulietta, dopo l’occasione mancata al tempo del lancio di Giulia, per una proposta unica sul mercato e di chiara impronta sportiva, è un passo cruciale. Sarà una berlina 5 porte sportiva o andrà nella direzione di una berlina un po’ rialzata da terra, in stile crossover? Le anticipazioni sul design fornite dal rendering (immagine in apertura) lasciano ben sperare in termini di identità, dinamismo e potenziale appetibilità sul mercato.

TONALE: STLA MEDIUM O STLA ONE?
Il secondo capitolo nel segmento C riguarda il modello suv che, oggi, è rappresentato da Tonale. Ricordiamo come la produzione a Pomigliano d’Arco avvenga sulla piattaforma della precedente generazione di Jeep Compass, nel frattempo migrata alla STLA Medium, con dimensioni superiori e tutta un’altra progettazione elettronica. Rinnovare il Tonale con una nuova generazione vorrà dire svilupparlo sulla base tecnica STLA Medium che conosciamo o, in un’ottica di introduzione sul mercato non prima del 2028-2029, passare all’architettura modulare STLA One.
Sul tema, uno degli aspetti più importanti da approfondire, nell’orientarsi all’interno del piano Fastlane 2030, è relativo alle reali differenze tecniche che STLA One proporrà rispetto alle architetture STLA Small e Medium. Una delle differenze già annunciate riguarda la possibilità, per le versioni elettriche, di un’architettura anche a 800 volt, destinata, prevedibilmente, ai modelli più sportivi e del segmento D. Dove la STLA Medium e Small, invece, vennero presentate nel 2023 unicamente come piattaforme a 400 volt nelle loro versioni elettriche.
È stata confermata, inoltre, l’integrazione della batteria alla scocca, un’installazione cell to body attesa a un livello superiore rispetto al ruolo strutturale e di irrigidimento del pacco batteria impiegato su STLA Medium.
C’è molta carne al fuoco per un reale rilancio di un marchio che deve fare dell’impronta sportiva e tratti di stile e di guida ben riconoscibili il proprio punto di forza. Ripensare Stelvio e Giulia e lanciare una segmento C ispirata a 147 e Giulietta è, sulla carta, la direzione giusta da intraprendere. Allo svolgimento pratico la verifica della riuscita.
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