Maxus EV80 avvia l’offensiva europea per gli LCV elettrici

Il settore delle flotte aziendali sta decisamente imboccando il sentiero dei veicoli commerciali elettrici.

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Forse i nomi in sé risulteranno sconosciuti ai più, ma poco importa. Di là dai modelli, a risultare interessante è il fenomeno in atto, capitanato, non a caso, da una corazzata come la Cina, a cui pian piano si stanno legando i big dell’industria automotive.

Operazione di ricarica per i veicoli commerciali elettrici Peugeot

SAIC (acronimo che identifica il più grande car maker locale, la “Shanghai Automotive Industry Corporation“) ha appena avviato il primo round della sua offensiva europea nel settore degli electric LCV di grandi dimensioni.

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L’azienda si è appoggiata al proprio quartier generale nel Vecchio Continente, in Lussemburgo, per consegnare duecento esemplari del maxi furgone EV80 a un corriere di Amburgo, la Maske Fleet. EV80 è un modello della britannica LDV, finita nell’orbita di SAIC. Oggi viene riproposto sul mercato sotto il rinato brand Maxus.

I PUNTI DI FORZA DI MAXUS EV80

L’operazione portata avanti da SAIC Mobility Europe, divisione del colosso cinese, anticipa l’introduzione del modello sui mercati territoriali.

Il lancio commerciale di Maxus EV80, previsto nel 2019, sarà preceduto da una rete di accordi con le aziende e i player dei settori noleggio/leasing per intercettare le richieste volte al contenimento delle emissioni inquinanti, con conseguente ricaduta positiva a livello dei costi di gestione della flotta.

Maxus EV80 appartiene alla categoria dei veicoli commerciali elettrici

Il big van, che viene offerto anche in versione cassonato, si presenta con un’autonomia di 200 km e la possibilità di un “pieno” di energia in sole due ore. Superficie di carico, capacità massima e volume, sono studiati per rispondere alle necessità d’utilizzo generalmente associate a questa tipologia di mezzi.

NUOVA ACCEZIONE PER IL “MADE IN CHINA”

Non lasciatevi tuttavia ingannare. Il “Made in China” non è più sinonimo di materiali poveri, scarsa attenzione ai dettagli e alle rifiniture, basso livello di soluzioni di supporto tecnologiche.

Sarà stato forse anche in virtù della “contaminazione” di SAIC con marchi europei come Volkswagen, con cui dura dal 1985 una joint-venture per la produzione di autovetture firmate dal Brand di Wolfsburg/Škoda. Vi è poi Iveco, alleata nel settore degli heavy truck da ancor prima (dal 1965).

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IL PROGETTO DI FORD E STREETSCOOTER

Da Germania e, a seguire, Austria il Maxus EV80 potrebbe presto sbarcare anche nel nostro Paese. Secondo quanto si conosce oggi non dovrebbe rimanere solo, perché sulla stessa scia, anche con riguardo a dimensioni minori del mezzo, si sono poste da tempo altre realtà di cui abbiamo parlato anche noi di Fleet Magazine.

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Un esempio in tal senso è rappresentato dalla Streetscooter, riferita interamente sull’asse societario a Deutsche Post DHL. Grazie al lavoro sinergico avviato con Ford è riuscita a battezzare un modello 100% a batteria partendo dalla variante a passo lungo del  Transit, che è già andato in produzione. Le prime decine di esemplari risultano già in funzione in Germania.

I BIG VAN ELETTRICI DELLA “STELLA”

Il 2019 è anche l’anno in cui il mercato europeo attende il lancio della versione elettrica del Mercedes Sprinter, di cui è da poco stata presentata la terza generazione.

L’eSprinter entrerà sicuramente in competizione con il nuovissimo Renault Master Zero Emission (Z.E.).

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Mercedes Sprinter

Occorre tuttavia ricordare che un anno fa il Marchio della Stella ha siglato un accordo con la filiale tedesca di Hermes per introdurre l’elettrico in flotta grazie ai propri modelli a listino: il già citato Sprinter e anche il Vito.

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Il progetto si trova al momento in fase sperimentale. Obiettivo dichiarato è di arrivare a una quota di 1.500 esemplari di electric van da utilizzare nelle zone più densamente popolate del Paese.

Sempre al Gruppo Daimler è ascrivibile da pochissimo l’inserimento del Fuso eCanter, il primo autocarro 100% zero emissioni di serie.

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