Da Share’Ngo a BlueTorino: l’Italia crede già al car sharing elettrico

Le prime due qualità (connettività e guida autonoma) sono ormai inserite di diritto nel piano di sviluppo del settore automotive.

Il ricorso a un’alimentazione 100% elettrica fatica invece ad imporsi sullo scenario contemporaneo, non però, a quanto sembra, se si parla di mobilità condivisa.

D’altronde, nel discorso programmatico reso noto qualche giorno fa, Thomas Beerman, CEO di car2go Europe, è stato molto chiaro: “Il nostro car sharing free-floating è pronto a continuare la sua strada” seguendo proprio le tre vie appena indicate.

L’ESPERIENZA DI CAR2GO IN EUROPA

Dopo l’avvio del servizio nel 2008 con un progetto pilota in Germania – nella città di Ulm -, car2go può contare oggi su oltre 2 milioni di clienti nel mondo. Quelli italiani rappresentano una quota importante (sono più di 300mila), con Milano e Roma, due delle quattro piazze coperte nel nostro Paese (le altre sono Firenze e Torino), inserite nella “Top Ten” globale per numero di iscritti.

Una trentina le città attualmente raggiunte tra Europa, Nord America e Asia, ma solo tre (Stoccarda, Amsterdam e Madrid) possono vantare una flotta composta interamente da veicoli zero emissioni (si tratta, nello specifico, di esemplari di smart fortwo Electric Drive), per un totale di 1.300 unità.

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Nuove Smart Car2go flotta Milano

UN ANTICIPO DI DOMANI GRAZIE A SHARE’NGO

Il car sharing elettrico non è tuttavia sola prerogativa dei cugini tedeschi, olandesi e spagnoli. Dal giugno 2015 è infatti operativo a Milano il servizio offerto da Share’Ngo, che si è rapidamente allargato per coprire anche le piazze di Firenze, Roma e Torino.

È caratterizzato dallo stesso modello “free floating” (traducibile con “a flusso libero”) adottato da car2go, che consente ai diver di prendere in consegna la vettura e parcheggiarla in qualsiasi sito si sposi meglio con le necessità del momento, prescindendo quindi da aree di stazionamento predefinite.

Trattandosi di mezzi che necessitano di essere collegati a una colonnina di ricarica per evitare fermi, occorre tuttavia fare riferimento alla mappa delle “isole” e dei punti di approvvigionamento energetico presenti sul territorio.

PER SAPERNE DI PIÙ

 

UN NUOVO PLAYER TEMIBILE: IL GRUPPO BOLLORÉ

All’ombra della Mole, Share’Ngo è chiamata da poco a confrontarsi con BlueTorino, etichetta che fa capo all’impero retto da Vincent Bolloré.

A fronte delle Equomobili in dotazione al marchio di proprietà di CS Group sono arrivate una settantina di Bluecar, la piccola cittadina progettata da Pininfarina e prodotta da Renault dopo l’accordo siglato nel 2014.

Dalla stessa matrice (Gruppo Bolloré) è derivata Autolib’, la soluzione di car sharing 100% elettrico inaugurata a Parigi alla fine del 2011. Più recenti, ma sempre legate all’uomo che sta tentando la scalata a Mediaset, sono le esperienze, sempre in terra di Francia, ascritte a Bluely (dove le ultime due lettere contengono le iniziali del nome della località – Lyon, cioè Lione) e Bluecub, a Bordeaux. Entrambe derivano dalla partnership strategica siglata nel giugno 2015 con PSA. Non a caso, il servizio si avvale di un modello del Double Chevron, la Citroën C-ZERO.

CAR SHARING ELETTRICO: LA RISPOSTA A MOLTE DOMANDE

Tra tante realtà consolidate, merita una menzione la start-up “e-go Car Sharing”, avviata nella nostra Capitale sulle fondamenta di un’intesa a più voci: Renault, per la fornitura delle vetture in flotta (i modelli coinvolti sono Twizy e ZOE); Targa Telematics, con il suo Innovation Lab, per quanto riguarda l’architettura tecnologica legata alla vera e propria operatività del servizio; Enel Energia, sul fronte della ricarica; infine, ma certo non meno importante, l’Università degli Studi Roma Tre, coinvolta “in toto”, tra personale amministrativo, docenti e studenti, nella sperimentazione.

Veicolo commerciale elettrico Renault Twizy Cargo

Thomas Beerman di car2go Europe ha quindi tratteggiato un futuro che in parte è già presente. Secondo il manager, tuttavia, il car sharing free-floating è solo all’inizio del suo sviluppo ed è prossimo a registrare un’importante crescita, come previsto anche in uno studio di Frost&Sullivan, secondo cui da qui al 2025 il numero mondiale di utenti del car sharing quintuplicherà (sono previsti infatti 36,7 milioni di iscritti a fronte degli attuali 7,9 milioni).

Stando alle risultanze dell’ultimo report ISTAT, che ha valutato il grado di soddisfazione dei cittadini con riferimento alle loro condizioni di vita, esiste una reale necessità di abdicare ai modelli di mobilità correnti. Lo si deduce anche scorrendo il ritratto tratteggiato dalla World Bank sull’annunciato aumento della popolazione in area urbana. Situazione alla quale si può in buona parte ovviare se è vero, come affermato in uno studio dell’Università di Berkeley, che ogni veicolo car2go va a sostituirne ben 11 di proprietà!

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