Parco auto circolante: in Italia serve un rinnovamento

Il parco auto circolante italiano ha bisogno di un rinnovamento. Le sue caratteristiche parlano infatti di un elevato numero di veicoli, 38,5 milioni di auto, e, allo stesso tempo, con una media di età molto avanzata.

parco auto circolante italiano

Mettendole ipoteticamente tutte in fila, la distanza dalla prima all’ultima auto sarebbe di circa 150mila chilometri e occuperebbero buona parte della rete stradale nazionale che si sviluppa per un totale di 830.000 chilometri.

Approfondisci: quanto sono vecchi, in media, i veicoli in Italia?

PARCO AUTO CIRCOLANTE: IL CONFRONTO TRA ITALIA E EUROPA

Ma non si tratta solo di spazio: tanti, lo sappiamo bene, sono gli aspetti economici, sociali, finanziari, demografici, ambientali che si intersecano sul tema del parco auto circolante italiano.

Considerando il livello di popolazione, in Italia circolano 62,4 auto ogni 100 abitanti. In base a questo dato, il nostro Paese si colloca al primo posto nella graduatoria dei maggiori Stati europei per tasso di motorizzazione (cioè per il rapporto tra autovetture circolanti e abitanti).

Il fenomeno di una così alta concentrazione di auto nel nostro Paese, dovuto non solo alle caratteristiche degli insediamenti ma specialmente alle carenze del trasporto pubblico, è in costante crescita, osservato che il tasso di motorizzazione nel periodo 2008-2016 è aumentato di ben 2,3 punti.

L’aspetto particolare è che tale rapporto si incrocia, contemporaneamente, con un tasso di rinnovo del parco circolante di autovetture notevolmente inferiore rispetto a quello dei maggiori Paesi dell’Unione Europea. In questo caso l’Italia si colloca all’ultimo posto della graduatoria, che vede al primo posto il Regno Unito, con un tasso di rinnovo pari al 52,1%.

SERVE UN RICAMBIO  

Quindi, rispetto ai maggiori Paesi UE, abbiamo un parco auto circolante molto numeroso, con un’anzianità media di 10,7 anni, per oltre il 40% caratterizzato da motorizzazioni e da dotazioni di sicurezza alla circolazione attiva e passiva a dir poco antiquate.

Sempre secondo le statistiche, si tratta di veicoli che, se a benzina, hanno percorso in media 170 mila km, se diesel hanno invece superato ampiamente quota 250 mila km. In sintesi, sono pericolose per l’ambiente e pericolose per chi è a bordo: in questi casi di livelli di emissioni di CO2 almeno vicine ai 120 g/km o di Adas, i dispositivi di supporto alla guida, non se ne parla lontanamente.

parco auto circolante in Italia

IL CONTRIBUTO DEL NOLEGGIO

Come abbiamo visto dai dati dell’ultimo Rapporto Aniasa, a fine 2017 la flotta gestita in noleggio a lungo termine è arrivata molto vicina agli 800 mila veicoli. Un risultato che riflette il momento storico che il settore automotive sta attraversando e le strategie messe in atto dai noleggiatori. Il super ammortamento non è stato il solo fattore determinante.

Passare nel 2015-2017 da 457 a 620mila auto, con un aumento di 163mila unità, non rappresenta solo un triennio molto favorevole, ma contraddistingue, sempre di più, la centralità del noleggio nei processi di acquisizione del bene veicolo da parte di aziende di ogni dimensione e di una parte, ancora minore, ma in forte espansione, di liberi professionisti e, impensabile in Italia fino a pochi anni fa, di privati.

Rispetto ai veicoli dei privati, quelli aziendali hanno un turn-over notevolmente più elevato, venendo sostituiti dopo circa 40-42 mesi. Sono veicoli moderni, tutti Euro 5 e Euro 6, che dopo il periodo di noleggio sono immessi sul mercato dell’usato e contribuiscono al necessario ringiovanimento del parco auto circolante. Considerato questo aspetto, il ruolo odierno del noleggio a lungo termine diventa ancora più importante.

Articolo a cura di Pietro Teofilatto, Direttore sezione Noleggio a Lungo Termine di ANIASA.

Latest From Our Instagram
@fleetmagazine_italia