7 Agosto 2015

Vavassori (Anfia): “Detassiamo le auto ecologiche”

L’anno scorso lo Stato ha incassato 71,6 miliardi di tasse dal settore automotive (+1,7% rispetto al 2013), incluso l’intero parco auto green. Il presidente di Anfia Roberto Vavassori propone strategie alternative per rilanciare la domanda di mobilità in Italia (anche da parte del comparto “fleet”). “Sarebbe utile attuare nuove forme di fiscalità che siano finalizzate a orientare il settore auto verso modelli di consumo e produzione sostenibili, ad esempio: tassazione sulla base delle emissioni di CO2, assicurazioni pay per use o pay as you drive, reimpiego accise sui carburanti per il sostegno della mobilità sostenibile – afferma Vavassori -. Se questo trend prosegue, gli introiti provenienti dal settore continueranno a lievitare in concomitanza con la ripartenza della domanda di auto. Occorrerebbe, invece, riequilibrare alcune voci di spesa, ad esempio le accise sui carburanti e, più in generale, la tassazione sull’utilizzo dei veicoli, coerentemente con il criterio secondo cui chi più inquina paga”.

ACCISE Nel 2014, nonostante il calo dei prezzi medi alla pompa, è aumentata l’incidenza fiscale (accise e Iva) che grava sul prezzo finale dei carburanti: per la benzina è passata dal 59,2% del 2013 al 60,7%, per il gasolio dal 54,8% al 56,5%, per il GPL dal 35,8% al 37,2%, per il metano dal 18% al 18,5%. Impennate consistenti, quindi, anche per il parco auto green. Nuovi incrementi delle accise e dell’Iva potrebbero scattare a gennaio, in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi di riduzione della spesa pubblica (in base alla clausola di salvaguardia della legge di stabilità 2015).

FLOTTE AZIENDALI Secondo Vavassori, “l’incidenza delle auto aziendali sul mercato italiano resta molto più bassa che in Francia, Germania, Regno Unito e Spagna, a causa della pesante fiscalità che penalizza il comparto. In Italia, la deducibilità è stata ridotta in pochi mesi (prima dalla legge Fornero e poi dalla legge di stabilità 2013) dal 40% al 20%, mentre in ambito Ue arriva fino al 100%. Inoltre, le soglie di deducibilità per le auto utilizzate da imprese e professionisti sono ferme al 1997, non essendo mai state rivalutate secondo gli indici Istat come, invece, dovrebbe essere. Anche l’Iva è detraibile solo al 40%, mentre nei principali Paesi Ue la detraibilità arriva al 100%. L’Anfia chiede almeno un ripristino della normativa precedente alla legge Fornero. La Spagna, ad esempio, ha appena approvato una riduzione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpf) relativamente agli autoveicoli efficienti, che le imprese danno in uso ai propri dipendenti. La riduzione varia dal 15% al 30% in funzione delle caratteristiche ambientali del veicolo e riguarderà oltre 100.000 unità nell’anno in corso, con un impatto positivo su questo canale di vendita, sul rinnovo delle flotte delle imprese e sulla riduzione dei consumi e dell’incidentalità stradale”. Un messaggio chiaro alle istituzioni.

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