22 Maggio 2020

Parco circolante Italiano: nel 2020, un’auto su 5 avrà più di 18 anni

L’età media delle auto italiane è di undici anni e cinque mesi, una su cinque è Euro 2 o inferiore. La crisi da Covid invecchierà ulteriormente il parco circolante: l’ACI stima che nel 2020 il 20% delle auto avrà più di diciotto anni.

Gli allarmanti dati del primo quadrimestre non lasciano alcun dubbio. Al netto di una possibile e auspicata ripresa, il 2020 sarà un’ardua annata per l’automotive. Il lockdown, durante il quale si è registrato un crollo consistente del mercato, (tra marzo e aprile l’80%), ha causato una crisi economica tale da fare ragionevolmente supporre che saranno in molti a rinviare l’acquisto di un’auto nuova.

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Stando a quanto riportato dalla ricerca statistica “Autoritratto 2020” redatta da ACI, nel 2020 le prime iscrizioni di veicoli nuovi di fabbrica scenderanno ben al di sotto dei già scarni 1,6 milioni rilevati nel 2013. Decretando così il peggiore anno del nuovo millennio, non solo per il mercato ma anche per l’ambiente. Con gli acquisti in stand by, il già vetusto parco circolante italiano si troverà ulteriormente invecchiato.

UN PARCO CIRCOLANTE TRA I PIÙ VECCHI D’EUROPA

Il parco auto circolante in Italia è, già oggi, uno dei più antiquati del continente. L’età media delle automobili del nostro paese è di 11 anni e 5 mesi, numeri destinati a salire. Secondo l’ACI, nel 2020 una vettura su cinque avrà più di 18 anni e apparterrà, dunque, alle inquinanti classi Euro 0-1-2. La situazione sarà critica in particolar modo al Sud, dove l’indice di trasferimento/prime iscrizioni è più alto rispetto al resto d’Italia (3,6 acquisti di auto usate per ogni acquisto di auto nuove) e quasi la metà del circolante (44%) non va oltre l’Euro 3, a fronte di una media nazionale del 32,5%.

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Oltre alla crisi economica attuale e alle preoccupazioni finanziarie future, tra i motivi per cui molti rimanderanno l’acquisto potrebbe esserci anche l’attesa dell’erogazione di incentivi da parte del governo, richiesti a gran voce da tutti gli attori del settore come leva per il rilancio del mercato (scopri le proposte Unrae per sostenere il mercato dell’auto). Così come avvenne nel 2007, quando, grazie agli incentivi alla rottamazione, si raggiunse la cifra record di 2.516.217 nuove prime iscrizioni. Insufficiente, invece, sembra l’ecobonus appena rifinanziato dal Decreto Rilancio (che poco si è occupato di automotive). Secondo ACI, infatti, la congiuntura attuale frenerà anche la diffusione di auto ibride ed elettriche, dal prezzo elevato, nonostante gli incentivi.

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Marche, classi e alimentazione: l’identikit del parco auto italiano

Analizzando i dati dell’Autoritratto ACI, emerge come oggi in Italia circolino 39.545.232 autovetture, il 21% in più rispetto a 20 anni fa. Il nostro è un paese ad alta densità di automobili: vi cono 868 veicoli e 655 automobili ogni 1000 abitanti. Di queste, 18.174.338 sono alimentate a benzina, 17.467.776 a gasolio, 2.574.287 a benzina/GPL e 965.340 a benzina/metano. Le auto elettriche o ibride, invece, sono appena 363.491.

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Ragionando per classi di emissioni, sono ancora numerose le auto pre-Euro (3.650.822). Non mancano neppure le Euro 1 (1.970.479), le Euro 2 (23.338.268) e le Euro 3 (4.882.101). Il gruppo più numeroso è quello delle Euro 4, con 10.650.320 unità, mentre le Euro 5 e Euro 6 sono rispettivamente 6.973.440 e 69.035.054. La suddivisione per marchio ha, prevedibilmente, Fiat al primo posto, con un totale di 10.492.655 vetture in circolazione. Seguono Volkswagen (2.919.156), Ford (2.762.487), Opel (2.189.303) e Renault (2.116.534).

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