I prossimi 10 anni di Tesla tra energy management, veicoli a guida autonoma e car sharing

Ogni voce ha ormai accanto a sé un “tick” (traducibile in italiano con “segno di spunta”) Tesla Motors è quindi vicina ad archiviare la prima parte del suo Master Plan, presentata quando ai progetti dell’azienda californiana era associata unicamente la Roadster, un’auto sportiva 100% elettrica dalle alte prestazioni.

Correva il 2 agosto 2006 ed Elon Musk, co-fondatore (con, tra gli altri, Martin Eberhard, che ne è stato il CEO sino al 2007) dell’innovativa realtà d’oltreoceano, pubblicava un post in cui, con linguaggio informale, raccontava le attività pianificate per gli anni successivi.

Il visionario imprenditore di origine sudafricana, che si muove a proprio agio sull’asfalto stradale come tra le stelle del cielo (la sua “creatura”, la SpaceX, ha annunciato di recente che nel 2024 organizzerà le prime spedizioni umane su Marte), non ha fallito alcuno degli obiettivi segnati, riuscendo a far parlare continuamente di sé e di Tesla Motors soprattutto da quando è esploso il tema delle self-driving car.

UNA POLITICA DI RIDUZIONE DEI PREZZI

Nel frattempo, sospesa nel 2011 la produzione della Roadster (che rispondeva al punto iniziale del Master Plan – “dare vita a un modello “low volume”) e utilizzati i capitali generati dalla vendita per sviluppare un nuovo prodotto da realizzare in un numero maggiore di esemplari (con un costo finale più basso), l’azienda con sede a Palo Alto (California), ha aggiunto altre frecce al proprio arco, spaziando tra i segmenti delle berline premium (con la Model S e la Model 3 – quest’ultima arriverà però in Europa solo nel 2018) e dei SUV (con la Model X).

Tesla Model 3
L’ultima nata in casa Tesla, la Model 3

Tutti esempi di vetture con cui Tesla Motors sta cercando nel tempo di allargare la platea dei potenziali clienti, in America come nel resto del mondo, offrendo soluzioni che per prezzo possano definirsi “democratiche” (non è un caso se la Roadster è finita quasi unicamente nei garage delle celebrity d’oltreoceano).

Oltre al lavoro sul versante prodotto, portato avanti presso lo stabilimento di Fremont (sempre in California), importanti risultati sono stati raggiunti sul piano energetico, con riguardo (come ancora da dettato del Master Plan – Parte Prima) al tema dell’approvvigionamento da solare.

BATTERIE E RICARICA: TESLA PENSA A TUTTO

Prima ancora degli altri costruttori auto legati alle zero emissioni, Tesla Motors ha infatti proposto una gestione integrale, un approccio a 360 gradi alle problematiche che riguardano il campo dell’energy management.

Nata con l’obiettivo, come si legge sul sito in italiano dell’azienda, di “accelerare la transizione a un mondo di fonti di energia sostenibili”, la Gigafactory aperta nello Stato del Nevada dovrebbe iniziare nel 2017 la produzione delle celle agli ioni di litio necessarie per le batterie dei veicoli elettrici di tutto il globo, raggiungendo tre anni più tardi la piena capacità produttiva – pari a 500mila EV l’anno.

Supercharger Tesla
Gratuite e veloci: sono le colonnine Supercharger

La public company a stelle e strisce ha conquistato, anche sul fronte della ricarica,  uno spazio di rilievo sulle pagine della cronaca, lanciando in Europa, Italia compresa, la rete di stazioni gratuite Supercharger.

Pochi mese fa, anzi, Elon Musk ha promesso via Twitter che entro l’anno in corso le colonnine e i centri di assistenza Tesla Motors copriranno l’intero territorio nazionale. Per il 2017 i punti di ricarica supereranno ampiamente quota 7mila in tutto il mondo, mentre anche i negozi e i servizi center dovrebbero raddoppiare rispetto agli attuali 215.

I CONTENUTI DEL MASTER PLAN – PARTE SECONDA

Quelli relativi alla produzione e allo stoccaggio dell’energia elettrica sono temi che ricorrono nel Master Plan – Parte Seconda, dove si parla di “tetti solari in grado di immagazzinare” i kilowatt necessari ad alimentare vari dispositivi, anche casalinghi.

Sempre nell’ultimo post a firma di Elon Musk sono compendiati gli altri traguardi segnati per il prossimo decennio di Tesla Motors. Primo tra tutti, “ampliare la linea di produzione dei veicoli elettrici in modo da coprire tutti i segmenti principali” dell’industria automotive.

Nel futuro dell’azienda californiana, come anticipato dal suo Numero Uno, non ci saranno ulteriori riduzioni di prezzo (escluso quindi lo sviluppo di un prodotto che costi meno della Model 3). Figurano invece uno Sport Utility Vehicle compatto e un pickup, da realizzarsi in stabilimenti di nuova concezione (cioè a loro volta ottimizzati).

Avviati anche il lavoro su un camion pesante e, sul fronte del trasporto pubblico, su un mezzo urbano estremamente capiente, da svelarsi entrambi nel 2017.

UN NUOVO MODO DI POSSEDERE L’AUTO

In casa Tesla Motors è stato inoltre ribadito l’impegno sul fronte della guida totalmente autonoma. La sicurezza della soluzione (ricordiamo che in America c’è stata una prima vittima a bordo proprio di una Model S) sarà garantita da un sistema in grado di supplire in caso di malfunzionamento del pilota automatico.

“Se utilizzata correttamente, la guida parzialmente autonoma è già di gran lunga più sicura di una persona che si metta al volante”, ha rilevato Elon Musk, CEO dell’azienda. Che ha parlato di condotta “moralmente riprovevole” nel caso in cui non si metta a disposizione questa tecnologia “semplicemente per timore di pubblicità negativa”.

In ultimo, sempre con diretto riferimento al tema della guida autonoma e a un domani dove l’auto sarà in grado, a chiamata, di raggiungerci in qualsiasi luogo, si trova un accenno alla sharing mobility.

“Potrete aggiungere il vostro veicolo alla flotta condivisa Tesla – ha suggerito il co-fondatore di Tesla Motors -, in modo che vi porti un guadagno mentre siete al lavoro o in vacanza”. La conclusione è che si può ridurre drasticamente il costo di proprietà, “fino al punto in cui quasi tutti saranno in grado di possedere una Tesla”.

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