3 Febbraio 2020

L’epidemia silenziosa: in Italia un pedone morto ogni 16 ore

Nel primo mese del 2020 sono morti per incidente stradale 45 pedoni. Un numero allarmante per la sicurezza stradale, ma così diffuso che spesso non fa più notizia.

C’è un epidemia che uccide un italiano ogni 16 ore: sono i pedoni morti sulle strade. Dal primo al 31 gennaio sono morti in Italia 45 pedoni, 26 uomini e 19 donne. Sono i dati che ha raccolto il neonato “Osservatorio Pedoni” di Asaps (Associazione Sostenitori e Amici Polizia Stradale).

incidente d'auto con pedone

LA STRAGE DEI PEDONI

Si tratta di dati raccolti tra i referenti di Asaps sul territorio nazionale e dai mass-media. I numero sono ancora parziali, in attesa di essere ufficializzati da ACI-Istat, comprendendo anche i decessi avvenuti entro trenta giorni dall’incidente. Quindi, il bilancio potrebbe essere ancora più tragico, dato che risultano almeno una trentina di casi in cui il pedone, ricoverato in codice rosso, è ancora in prognosi riservata.

“Con il nuovo Osservatorio vogliamo rilanciare il tema della tutela dei pedoni sulle strade. Serve una maggiore consapevolezza di quello che accade e comunicarlo mensilmente può portare l’opinione pubblica a riflettere e a modificare i propri comportamenti, ad esempio sul rispetto dei pedoni sulle strisce pedonali, che in Europa sono rispettati in maniera assoluta, mentre in Italia abbiamo un enorme numero di investimenti proprio nel luogo più sicuro per il Codice della Strada”
Giordano Biserni Presidente Asaps

LE CAUSE

Interessanti e spaventosi i dati sui conducenti che hanno provocato gli incidenti mortali nel mese di gennaio 2020:

cellulare auto

Manca, fra le cause, sapere quanti morti sono stati provocati dalla distrazione da cellulare. A questo proposito Asaps invoca la sospensione immediata della patente alla prima violazione, norma ferma in Parlamento (ecco cosa prevede oggi il Codice della Strada). Commenta Biserni:

“Chiediamo ancora con più forza un innalzamento del numero di controlli su strada, con processi  rapidi e rispondenti alla norma sull’omicidio stradale introdotto nel 2016, ma che inizia a presentare falle che vanno subito chiuse dal Parlamento che vive nuovamente una fase di stallo sulla riforma del Codice della strada. Dall’altra parte vengono segnalati casi in cui lo stesso pedone distratto dall’uso del cellulare mette a repentaglio la propria incolumità e anche su questo servono campagne di sensibilizzazione da parte delle Istituzioni.”

LA LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA

Naturalmente, fare statistiche su un lasso di tempo così breve non è indicativo delle regioni italiane con la viabilità più pericolosa, ma in gennaio la regione in cui si è avuto il più alto numero di pedoni deceduti è il Lazio con 10; segue la Provincia Autonoma di Bolzano con 7 (tutte le vittime dell’incidente notturno a Lutago, in Valle Aurina, con un intero gruppo di ventenni travolto), Marche e Toscana 4, Veneto ed Emilia Romagna 3, Sardegna, Piemonte e Puglia 2 Un unico decesso in Lombardia, Molise, Liguria, Calabria, Umbria, Sicilia, Basilicata e Campania.

Leggi anche: Perché la patente a punti è un deterrente più efficace dell’omicidio stradale

I veicoli investitori, esclusi due casi di pirateria, di cui al momento, non si conosce il tipo di veicolo coinvolto, sono:

  • 38 autovetture
  • 2 autocarri
  • 1 autobus urbano

CHI SONO I MORTI

Dei 45 pedoni, 26 sono uomini e 19 donne. 31 i cittadini italiani, 14 gli stranieri. I più giovani sono due 21enni tedeschi, tra i sette deceduti nel tragico incidente di Lutago (Bolzano) in valle Aurina ad inizio gennaio, provocato da un guidatore ubriaco. Il più anziano è risultato essere un 89enne di Roma. Tra i morti gli ultra65enni sono ben 19, per confermare che le persone più anziane sono quelle più a rischio. Solo nel 2019 sono morte insieme ben 24 coppie di anziani morti.

Gli incidenti plurimortali

Gli incidenti plurimortali a gennaio con il coinvolgimento di pedoni sono stati 4. Oltre a quello di Lutago con 7 giovani vittime, si sono registrati il duplice omicidio stradale a Senigallia (Ancona), con due donne travolte all’uscita della discoteca, e altri due sinistri con due coppie di anziani nel Lazio ad Aprilia e a Santa Marinella.

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