21 Ottobre 2013

Più compatta e premium: il ritorno della Peugeot 308

Come dimenticare il lancio della prima 308, nel giugno del 2007: la presentazione alla stampa presso l’abbazia di Guebwiller, in Alsazia, non lontano dagli stagli storici stabilimenti Peugeot di Mulhouse. Già allora l’impressione di qualità e la ricchezza degli allestimenti convincevano. Sono passati più di 6 anni e il prodotto di oggi è qualcosa di deliziosamente contemporaneo. E presto arriverà anche la Station.

LUNEDI’: Ulteriore salto di qualità – Apro la portiera e prima ancora di accomodarmi sul sedile di guida studio le guarnizioni tra la cornice dei finestrini e il tetto. Inizia così il mio classico test di una settimana in compagnia della nuova Peugeot 308. Ormai è un tormentone: c’è chi monta un solo profilo di gomma, chi due, chi li usa floccati, chi quelli sulla scocca addirittura li ricopre di tessuto. E tutti a commentare queste benedette guarnizioni! Però, a difesa della categoria dei giornalisti, va detto che un po’ di cura in alcune finiture può contribuire a determinarne una certa durata nel tempo. Oltre che ad appagare quei driver un po’ smaliziati che di belle auto ne hanno già provate un po’. La nuova 308, in questo senso, sfoggia delle portiere molto ben fatte, con doppio labbro di gomma rivestita per limitare spifferi e scricchiolii. Ma quello che piace ancor di più è l’attenzione dei progettisti allo scatto della maniglia interna quando la si aziona per scendere dall’auto: particolarmente morbido e… “premium”. Chissà quanto tempo sarà stato dedicato a questa piccola e in apparenza insignificante esperienza del cliente. Eppure, dal mio punto di vista è tempo ben speso, visto che mi ha pienamente convinto.

MARTEDI’: meno spazio, meno vetro –  E così un modello famoso per un abitacolo particolarmente capiente e per le più grandi superfici vetrate della categoria diventa una due volumi più bassa, slanciata, con un muso più affilato ma anche molto più “pulito”. Le proporzioni sono cambiate proprio nella ricerca di una maggiore compattezza, di un profilo più sottile, con vetri più piccoli e linee nel complesso più leggere che rendono l’insieme più elegante. Il parabrezza sembra più inclinato ma meno ampio e il lunotto addirittura monta una spazzola tergicristallo appena più lunga di una spanna. Preziosi alcuni dettagli come la cromatura intorno ai finestrini posteriori che piega verso l’alto con un gradevole “stacco” dalla parte in gomma. Sono giochi che danno personalità alla linea senza appesantire. Ciò che si desume osservando il design esterno è che lo spazio interno sia inferiore a quello del precedente modello: in realtà il bagagliaio resta capiente e regolare, ciò che cambia è lo spazio posteriore per le ginocchia e l’altezza generale delle sedute. La visibilità esterna dal posto guida resta ottima ma più per la nuova organizzazione della plancia, con il volante piccolo e basso e il quadro strumenti alto (come nella 208), che per la reale altezza da terra del punto di visuale.

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