Come promuovere la sostenibilità della flotta aziendale? L’esempio di Poste Italiane

Poste Italiane punta in maniera decisa sulla mobilità sostenibile. Riccardo Vitelli, responsabile Fleet Management dell’azienda, svela le strategie e i piani green.

Poste Italiane è parte integrante del tessuto sociale e produttivo del Paese e rappresenta una realtà unica in Italia per dimensioni, riconoscibilità, capillarità e fiducia da parte della clientela.

Poste Italiane flotta aziendale

Da tempo l’azienda, per quel che concerne la flotta, sta dedicando le sue strategie alla sostenibilità ambientale, un tema di sempre più stretta attualità. Che nelle stanze dei bottoni di società e multinazionali, ormai rappresenta uno dei primi punti all’ordine del giorno.

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POSTE ITALIANE: UNA FLOTTA AZIENDALE GREEN

“Il Gruppo Poste Italiane, in quanto attore diffuso sul territorio, riconosce che la creazione di valore per i propri stakeholder e l’affermazione come più grande azienda di servizi non può prescindere dalla sostenibilità ambientale nel lungo termine – afferma Riccardo Vitelli, responsabile Fleet Management dell’azienda – Pertanto, abbiamo adottato la politica di sostenibilità ambientale, dove ci impegniamo a prevenire, gestire e, ove possibile, ridurre la nostra impronta ecologica, trasformando la preoccupazione verso il cambiamento climatico in opportunità e significative iniziative di mitigazione”.

Un esempio? “La nostra flotta attualmente è composta da oltre 34.000 veicoli, di cui circa il 13% green a trazione alternativa: GPL, metano, full-ibridi o elettrici”.

Riccardo Vitelli Poste Italiane
Riccardo Vitelli

LA STRATEGIA

Poste italiane ha messo a punto un piano di sostenibilità ambientale che parte da lontano.

“Essere coscienti di essere parte integrante del sistema nazionale vuol dire anche intraprendere in modo pioneristico la strada green, quando gli altri non affrontano ancora il cambiamento, i rischi e le opportunità. Poste, sin dal 2000, ha iniziato ad affrontare ed esplorare il mondo green, introducendo, nel proprio parco, veicoli alternativi, con alimentazioni diverse rispetto ai carburanti tradizionali, diesel e benzina aggiunge Vitelli.

Da segnalare, in questo percorso, l’inserimento dei primi veicoli a metano (nel 2000), la partecipazione al progetto europeo “Green Post” per lo sviluppo di un quadriciclo elettrico (nel 2008), l’acquisto dei primi mezzi elettrici (2010), l’ampliamento dei veicoli operativi green, con l’inserimento in flotta di modelli elettrici, ibridi, a GPL e metano (2016), l’adozione dei primi tricicli elettrici leggeri.

valori residui auto elettriche e ibride

 “Inoltre, l’azienda, nel recente rinnovo del parco veicoli uso promiscuo, ha ampliato la percentuale di veicoli elettrici e ibridi in car list, incentivando la scelta di veicoli elettrici da parte dei dipendenti con varie soluzioni: installando, nella propria sede centrale, le stazioni di ricarica, e, tenuto conto degli attuali limiti dell’infrastruttura sul territorio nazionale, prevedendo la possibilità di usufruire, per un massimo di 30 giorni l’anno, di un veicolo ibrido o termico per gli spostamenti extraurbani di lunga percorrenza” sottolinea Vitelli.

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PIANI FUTURI

All’orizzonte, si prospettano novità interessanti. “In Poste amiamo alzare sempre l’asticella delle nostre sfide. Per quanto riguarda la mobilità sostenibile, nel nostro prossimo futuro assisteremo a un cambiamento epocale. Infatti, nel corso di un incontro avuto con circa 4.000 sindaci dei piccoli Comuni e alla presenza delle più importanti cariche istituzionali, ci siamo impegnati con la prossima sostituzione del parco auto operativo del 2022, a ridurre le emissioni dovute al trasporto del 40%”.

Anche a carattere nazionale, “ci sarà un impegno notevole di riduzione dell’inquinamento. Consapevoli che sarà un impatto rilevante per la vita di tutti coloro che vivono nelle zone interessate, già da oggi abbiamo iniziato la nostra grande avventura”.

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