Smart Mobility Forum: Alphabet tra i promotori della community

“Non è un osservatorio, un ‘think-tank’, una vetrina”. Per spiegare la natura di Smart Mobility Forum, iniziativa che ha preso avvio a Milano, il presidente e amministratore delegato di Alphabet Italia, Andrea Cardinali, ha escluso alcune etichette strutturali, parlando piuttosto di un “percorso, di una community pensata dalle aziende per le aziende”.

VIDEO: ANDREA CARDINALI, PRESIDENTE E A.D. ALPHABET ITALIA

Di fronte a sfide continue collegate alle principali tendenze socio-economiche odierne che coinvolgono direttamente il settore della mobilità, la società di San Donato Milanese (MI) si è fatta carico di mettere in contatto tra loro esperienze diverse, tutte però caratterizzate da quella nota di “intelligenza” che è destinata a caratterizzare sempre più la business mobility.

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LA “PRIMA” DI SMART MOBILITY FORUM

Nel corso dell’appuntamento di presentazione della community, alla cui promozione collaborano Telepass, Legambiente e DriveNow (da sinistra a destra nella foto), è stato affrontato nello specifico il tema della intermodalità in ambito corporate.

Un argomento che si rifà ai trend connessi alla crescente urbanizzazione, come il wellness e l’ecologia, che a loro volta determinano a catena modelli di consumo inediti.

“L’utilizzo dell’auto è limitato al 10-20% delle sue potenzialità – ha sottolineato Cardinali -. Pur continuando a rappresentare uno status symbol, oggi può anche essere non di proprietà. Per di più si stima che per il 90% del tempo un’auto giri con 1/2 passeggeri a bordo e con un carico limitato”.

Il futuro della mobilità aziendale è ancorato a nuove domande, riassumibili come segue:

  • auto che producono basse emissioni;
  • dal costo ridotto (perché ecologia rima con economia);
  • che non impegnano;
  • che offrono la necessaria libertà e flessibilità di utilizzo;
  • che consentono una variazione nell’approccio al bene.

UN CAMBIO CONCETTUALE E DI PARADIGMA

Per conseguire un reale efficientamento nella gestione della mobilità aziendale, l’offerta è destinata ad essere, appunto, sempre più “smart”.

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Le parole chiave a cui guardare sono – e resteranno anche un domani – digitale, connessa e condivisa. In quest’ultimo caso il riferimento si indirizza ovviamente a formule come car sharing, ride sharing e ride hailing – il “trasporto a chiamata” tenuto a battesimo in Italia da Uber.

App Uber 2017

Ne consegue uno spostamento concettuale importante per le aziende, chiamate a gestire un ecosistema che va ben oltre le auto aziendali. Dal ragionamento in termini di Total Cost of Ownership (TCO), si passerà inevitabilmente al concetto di Total Cost of Mobility (TCM).

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Le azioni richieste alle aziende per rispondere al cambiamento in atto nel settore della mobilità sono diverse e spaziano dalla questione assicurativa a quella fiscale e normativa, senza dimenticare la gestione dei servizi di pagamento. Innanzitutto, però, bisogna compiere un passo importante e non scontato: spostare l’attenzione dal mezzo alle persone.

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