13 Gennaio 2022

Caro metano: il Governo non interviene, impossibile fare previsioni sui prezzi

L’altalenante situazione geopolitica sta continuando a influire pesantemente sul prezzo del metano, orami stabilmente sopra i due euro. Difficile fare previsioni su un cambiamento nei prezzi, specie visto il mancato intervento del Governo.

Non si arresta la corsa al rialzo del prezzo del metano, ormai stabilmente sopra i 2 euro al Kg, spesso vicino ai 2.5. Prezzi folli per gli automobilisti, che lo scorso anno per il pieno a un’auto a metano di media cilindrata spendevano 15 euro, mentre oggi ne spendono più di 30.

IL RIALZO DEL METANO

Gli aumenti sono cresciuti repentinamente nell’ottobre 2021 e si sono mantenuti in rialzo per tutto l’inverno. Un caso anomalo, considerando che il metano è sempre stato il carburante non solo più economico, ma anche più stabile nei prezzi.

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NESSUN INTERVENTO DAL GOVERNO

Dal 20 settembre scorso Federmetano ha evidenziato al Governo la drammatica situazione nella quale versa il settore del metano per autotrazione.

Il prezzo del gas naturale è volato a più di 6 volte il valore di gennaio 2021. Spiega il presidente di Federmetano Dante Natali:

 “A oggi tutti i nostri interventi al fine di sensibilizzare il Governo su un problema che riguarda 1.100.000 utenti che utilizzano mezzi a metano sono risultati vani. Sia l’intervento sul decreto-legge Salvabollette sia quello sulla Legge finanziaria non hanno sortito effetti concreti”.

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“Dallo stanziamento di 3,8 miliardi, garantito nella legge di Bilancio, è stato escluso il nostro settore, il quale è ben lungi dalla risoluzione della crisi. Parliamo di una eccellenza italiana che sta pagando gli effetti di dinamiche geopolitiche a caro prezzo”.

I danni agli automobilisti

Di fatto 1.100.000 automobilisti che hanno scelto il metano come carburante per la sua economicità e per il ridotto impatto ambientale sono soli ad affrontare l’impennata dei prezzi.

Oggi un utente paga il metano per auto più del doppio del prezzo di settembre 2021. Se si fosse verificata la stessa situazione nel settore petrolifero il gasolio costerebbe 4 euro al litro.

I danni all’autotrasporto

Problemi anche per le aziende di autotrasporto che hanno investito nell’acquisto di trasporto a LNG (gas naturale liquefatto, cioè metano liquido), pagando un extraprezzo di acquisto allo scopo di ridurre drasticamente i livelli di inquinamento del trasporto pesante. Si tratta di 3.800 mezzi negli ultimi anni.

I danni ai distributori e alla filiera

L’Italia vanta 1.500 distributori, in grado di rendere capillarmente disponibile sul territorio nazionale oggi il biometano e, in prospettiva, le miscele di metano-idrogeno per la richiesta decarbonizzazione del sistema energetico.

 

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Di fatto 20.000 posti di lavoro legati al settore industriale del metano per auto (costruzione di serbatoi, veicoli, compressori, officine, sistemi di erogazione e tecnologie connesse), per cui l’Italia è uno dei principali produttori ed esportatori al mondo, sono stati del tutto dimenticati.

L’ANDAMENTO DEI PREZZI

Si spera in una riduzione dei prezzi in primavera ma purtroppo non si possono fare previsioni. Spiega il presidente di Federmetano: “L’altalenante e mutevole andamento della situazione geopolitica sta continuando a influire pesantemente sul prezzo del gas naturale. La situazione verificatasi a partire da ottobre, già grave e preoccupante, si è ulteriormente acuita, accrescendo i già forti disagi a fronte dei quali abbiamo chiesto, stiamo chiedendo e chiederemo il sostegno del Governo.

Data la concatenazione delle importanti cause che sta dietro a tale crisi, sarebbe oggi avventato fare previsioni. L’assenza di un sostegno da parte del Governo minerebbe qualunque ottimismo e, di fatto, ha determinato un certo sconforto tra utenti e operatori del nostro settore. Tuttavia tenteremo ogni azione che possa salvaguardare l’utilizzo del metano per autotrazione, quale eccellente risorsa per l’economia e l’ecologia del Paese”.

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