Una comunicazione “dall’alto” per i problemi delle auto elettriche

“Non è solo una questione di convenienza economica, ma si tratta anche di uno stile di vita diverso che le persone possono adottare”. È l’opinione espressa in occasione della sua partecipazione ai lavori del Festival dell’Energia 2017 dal Prof. Corrado Poli – docente in Sociologia con un curriculum vitae che lo ha visto viaggiare per il mondo.

Seduto allo stesso tavolo di lavoro sulla mobilità zero emissioni coordinato da Pietro Menga, presidente di CEI-CIVES, l’esperto – che è anche autore di articoli e pubblicazioni, come “Mobility and Environment” – ha portato il proprio contributo, cercando di enucleare le principali questioni affiancabili alla voce “problemi auto elettriche”.

Secondo il Prof. Poli la spinta alla diffusione degli EV “non può nascere dal mercato, ma deve essere calata dall’alto”, giacché nei percorsi di scelta dei consumatori devono farsi strada “motivazioni di carattere simbolico e comportamentale“.

VIDEO: INTERVISTA AL PROF. CORRADO POLI, DOCENTE IN SOCIOLOGIA

UN TERZO DEGLI ITALIANI SI INTERESSA ALL’AMBIENTE

Si tratterebbe per la precisione, come ha ricordato l’esperto nel corso del contributo video che ha rilasciato ai nostri microfoni, di un “problema di comunicazione pubblica e politica. Infatti quanto maggiore è la propensione all’acquisto, tanto minore diventa la necessità di introdurre formule di incentivazione”.

D’altronde le basi potenziali per una definitiva affermazione delle auto elettriche esisterebbero già: “Esiste una grande componente sociale che è disposta ad utilizzare o, anche, ad acquistarle – ha dichiarato il sociologo -. Si dice infatti che circa un terzo dei cittadini dei paesi occidentali, Italia compresa, sia propenso ad avere atteggiamenti favorevoli alla tutela dell’ambiente. Su questo 30% si può sicuramente agire”.

UTENZA FEMMINILE: UN PUNTO DA CUI PARTIRE

generica - Festa della Donna 2017

Accanto al discorso di potenziamento della rete infrastrutturale, occorre lavorare, come detto, sul versante comunicativo. “Se noi dall’alto offriamo una opportunità in più – ha ripreso il Prof. Poli -, possiamo scoprire che c’è un mercato molto più grande di quanto non si pensi“.

Per comprendere appieno il fenomeno, e riuscire a far passare più efficacemente il concetto di una “normalità dell’auto elettrica”, servirebbero studi specifici incentrati su una serie di variabili.

Una conclusione alla quale si è già pervenuti riguarda tuttavia la fascia di consumo legata alle donne, che rappresentano un “utente privilegiato rispetto ai maschi, che sono più conservatori nei confronti dell’automobile”.

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