13 Settembre 2016

Il progetto di guida autonoma Volvo “Drive Me” entra nel vivo

Dalla Svezia una serie di immagini ci proiettano all’interno del progetto di guida autonoma Volvo battezzato “Drive Me“.

È stata infatti avviata ufficialmente la produzione delle 100 vetture dotate di sistemi full autonomous che saranno affidate ad altrettante famiglie residenti a Göteborg perché le utilizzino quotidianamente.

Si potranno sollevare i piedi dai pedali e e le mani dal volante nel contesto di speciali aree realizzate attorno alla seconda località per numero di abitanti del Paese. Questa speciale funzione di guida autonoma verrà attivata, informano da Volvo, grazie a quello che viene definito “Autonomous Driving Brain“, il “cervello” di bordo che controlla le attività connesse con le driverless car.

UN PASSO OLTRE

dettaglio XC90 guida autonoma Volvo
Alcuni dei sensori installati sulla speciale XC90

La prima a uscire dalla fabbrica del Marchio a Torslanda, dove è stata allestita una speciale unità produttiva, è stata, non a caso, la XC90, il SUV sette posti che già in passato ha imposto un aumento dei ritmi di lavoro interni, con l’inserimento di un terzo turno e la contestuale assunzione di 1.500 nuovi dipendenti.

Al momento le vetture della Serie 90 proposte dalla Casa svedese dispongono già del Pilot Assist, una funzionalità di guida semi-autonoma che si attiva al di sotto della soglia dei 130 km/h, operando leggere correzioni quando il veicolo non è allineato con le linee di demarcazione della corsia di marcia.

La consegna delle auto ai clienti che hanno aderito alla sperimentazione, che al momento non ha eguali nel mondo per continuità e numero di mezzi interessati, sarà preceduta da test approfonditi, volti a verificare la perfetta funzionalità dei dispositivi per la guida senza conducente presenti a bordo. Delle diverse prove si faranno carico gli ingegneri di Volvo.

IL RUOLO DEI CLIENTI

Impegnata da sempre ad associare il proprio nome al concetto di sicurezza, la Casa di Göteborg crede nell’efficacia di un approccio diverso rispetto a quello scelto da altri costruttori auto coinvolti in progetti di autonomous driving (AD).

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Erik Coelingh e la prima vettura legata al progetto

I clienti, da punto terminale della catena, sono intesi infatti come anello centrale, attori di dignità pari, o comunque vicina a quella dei tecnici che giorno dopo giorno si dedicano allo sviluppo delle tecnologie necessarie per trasformare il discorso della guida senza ausilio del conducente da semplice prospettiva in piena realtà.

“Guardano le loro auto in modo diverso da noi ingegneri – ha commentato Erik Coelingh, Senior Technical Leader per la Sicurezza Attiva di Volvo Cars -, quindi siamo impazienti di sapere come utilizzeranno queste vetture nella loro vita quotidiana e di ricevere i primi riscontri”.

La motivazione che spinge il lavoro dei tecnici e dell’intero management del Marchio nordico si lega all’obiettivo di azzerare entro il 2020 (il lancio commerciale delle nuove soluzioni è previsto l’anno successivo) il numero di vittime, o comunque di feriti gravi, a seguito di un incidente, anche grazie proprio a queste auto che sanno affrontare da sole la strada.

ALLEANZE STRATEGICHE

Con il progetto “Drive Me”, che dovrebbe contribuire ad abbattere decisamente la sinistrosità, Volvo alza l’asticella della sfida tecnologica tra car maker.

Momento inaugurale di un piano più articolato che coinvolgerà i veicoli firmati dal Marchio in una serie di sperimentazioni sulla guida autonoma condotte su strade pubbliche, sarà replicato pur con qualche differenza nel 2017 a Londra, mentre sono in fase di valutazione le candidature avanzate da alcune città cinesi.

accordo guida autonoma Volvo Uber
XC90, il Large SUV Volvo, “brandizzato” Uber

Nel frattempo Volvo continua a sottoscrivere accordi strategici. L’ultimo in ordine di tempo è quello con Autoliv per la creazione di una joint venture sul tema delle driverless car da tradursi nella creazione di una nuova società dedicata.

Appena prima, nella seconda metà di agosto, era stato invece il turno di Uber, la (spesso contestata) società californiana che fornisce servizi di trasporto in condivisione.

Il veicolo base, che sarà sviluppato dal costruttore nordico e poi utilizzato da entrambi i partner, sfrutterà la piattaforma SPA (Scalable Product Architecture), attualmente già utilizzata per i modelli alto di gamma, come la XC90, la berlina S90 e la station wagon premium V90.

“Ogni anno oltre un milione di persone perdono la vita in incidenti automobilistici, una tragedia che la tecnologia della guida autonoma può contribuire a risolvere – ha sottolineato Travis Kalanick, CEO di Uber -. Non possiamo però fare tutto da soli. Ecco perché la nostra partnership con una grande azienda costruttrice di auto come Volvo è così importante. Combinando le capacità arriveremo al futuro più rapidamente, insieme”.

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