25 Novembre 2016

Alfa Romeo Giulia, la nostra prova: born to be “fleet” (3)

VENERDI’ 

Senza novità elettroniche è quasi impossibile presentare un nuovo modello. Infatti la Giulia ha lanciato il grande display “flat” del navigatore protetto da uno schermo fumé. In generale l’uso del sistema multimediale è semplice.

La visualizzazione 3D delle mappe è efficace, un po’ meno il dettaglio del territorio quando lo zoom è al massimo. E non ho trovato la funzione che mostra i cartelli stradali. Per il resto, occorre scegliere la versione più giusta per le esigenze, perché la Giulia Super, per esempio, non ha lo specchietto interno fotocromatico, né la telecamera posteriore. O tempora, o mores! Ormai pretendiamo ciò che fino a qualche anno fa era fantascienza!

Il climatizzatore invece è originale: non ha la regolazione dell’intensità del programma automatico, ma offre temperatura e regolazione dei flussi d’aria sdoppiata, tanto è vero che ci sono 2 tasti “auto”, uno a desta e l’altro a sinistra, nonché 2 tasti per la selezione indipendente delle bocchette per driver e passeggero.

SABATO&DOMENICA

prova alfa romeo giulia profilo laterale
Il profilo premium della berlina del Biscione

Se ne iniziano a vedere di Giulia. Al volante c’è sempre qualche bel tipo, sembianze da manager, in completo blu. Dai 35 ai 50 anni, con un’aria dinamica e sportiva.

Non ho in mente capelli bianchi e nemmeno brizzolati. Né famiglie con seggiolini e passeggini, segno che i primi ordini sono andati alle flotte, a “grandi acquirenti” che hanno visto e provato la vettura in anteprima e dei quali, oggi, i driver sono ambasciatori. I giusti utilizzatori del modello leader della rinascita Alfa in una categoria di prodotti di rango, le berline intorno ai 40 mila euro, dai 150 ai 200 cavalli con una buona dose di optional “gratificanti”.
Sul lungolago vado un po’ allegro e mi ferma una pattuglia. L’ufficiale mi guarda negli occhi e poi mi chiede quanti cavalli ha e se c’è anche a benzina. Sì, turbo da 200 Cv. Io punto sull’orgoglio italiano e lui mi lascia andare senza reprimende.

Guidare la Giulia è piacevole, nel senso classico del guidare-pilotare. Forse arriverà una station. Ha appena debuttato la Stelvio, prima Suv Alfa, e c’è anche la Giulia Q4 Veloce, versione sofisticata (sopra i 50 mila euro), con il 2.2 diesel da 220 cavalli, trazione integrale e cambio automatico a 8 rapporti. Che convive con la 150 cavalli specifica per le flotte, la Business Launch Edition. Questa vitalità è solo positiva, la situazione è fluida: segno che la marca sta tornando protagonista.

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