Curata, versatile e potente: il nostro giudizio dopo la prova Ford Edge 2016
 

Grande in tutto, pollice “su” per la prova della Ford Edge 2016


interni allestimento Sport prova Ford Edge 2016 L'interno della Ford Edge nell'allestimento Sport

Comoda come un’americana (la produce la Casa dell’Ovale Blu), ma “presente su strada” come una tedesca. Con la caratteristica aggiuntiva dell’estrema silenziosità.

Dalla nostra prova della Ford Edge 2016, che miete enormi successi oltreoceano sin dal 2006, è emerso il ritratto di un modello che punta alla fascia alta delle car policy.

Nei suoi 4,8 metri di lunghezza per 1,93 di larghezza e 1,69 di sviluppo in verticale, questa Sport Utility “full size” massiccia dal design contemporaneo colpisce per la maggior cura applicata nella scelta dei materiali e negli assemblaggi, elementi entrambi imprescindibili per raggiungere il target selezionato, i driver del Vecchio Continente.

COMODITÀ SPORTIVA

Pur se non compatta, la vettura, prodotta a Oakville, nell’Ontario (una delle province canadesi) si caratterizza per un comportamento su strada più preciso, che favorisce una guida fluida e brillante. Sicura anche alle alte velocità, consente il trasporto di cinque persone.

Quelli accomodati davanti  potranno sperimentare il particolare comfort dei sedili “Made in USA”, che accostano una superficie soffice ad un’anima più consistente. Alti rispetto al nastro d’asfalto (o a qualunque altro fondo sul quale la vettura si troverà a transitare), si regolano in otto direzioni, alle quali si aggiungono quattro movimenti lombari.

Abbiamo provato la Ford Edge nell’allestimento Sport (gli altri tre proposti dall’Ovale Blu sono Plus, Titanium e Vignale).

Da uno sguardo sommario si ricava subito l’idea di un look grintoso, con dettagli racing quali l’estrattore d’aria sotto il paraurti posteriore e i cerchi da 20 pollici bruniti, da cui si intravvedono i grandi dischi dei freni.

Il muso è alto, il cofano motore quasi piatto, i fari si trovano a più di un metro dal terreno. Linee di Led collegano tra loro le luci posteriori determinando un effetto di continuità luminosa.

POTENTE, ANCHE NEL PREZZO

Un occhio al quadro strumenti digitale diviso in quattro sezioni, che si richiama all’esperienza di Mondeo, e poi è tempo di far iniziare il “canto” del turbodiesel TDCI da 2 litri, offerto con due soluzioni di potenza: 180 CV e 210 CV, cambio manuale a 6 marce o automatico a doppia frizione Powershift con comandi replicati sul volante piccolo e maneggevole.

La massa dichiarata sul libretto, importante ma non eccessiva per un modello a trazione integrale, è di 1.874 kg. Nessun problema per il motore, che, sollecitato opportunamente, restituisce sempre la sensazione di una bella dose di coppia (450 Nm) e potenza, in città come sulle arterie a scorrimento veloce. Ai bassi giri, invece, si evidenzia la guidabilità di questo SUV di taglia grande (almeno per gli standard europei), che sfrutta le peculiarità del cambio Powershift.

Unica “nota dolente” è il prezzo, che supera di slancio il “cap” dei 50mila euro, cifra che non a tutti risulta allineata al posizionamento del marchio a stelle e strisce nel mercato italiano.

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