28 Agosto 2017

Al volante della Mercedes Classe E Station Wagon…

Abbiamo messo alla prova la nuova Mercedes Classe E Station Wagon per la nostra rubrica mensile “7 giorni con“. Un vero simbolo del premium che, come in passato, non fa fatica a mantenere la sua posizione di benchmark della categoria. Vediamo come è andata.

prova nuova Mercedes Classe E Station Wagon

Inizio il mio test con qualche interrogativo sul senso della scelta di una Classe E nel panorama contemporaneo delle station wagon di lusso. Ha ancora senso citare le Mercedes come vetture da grandi percorrenze? E’ giusto considerare quest’auto un’erede delle station da lavoro, infaticabili sì, ma seriose? A prima vista assolutamente no. La Classe E è diventata un modello emozionale. Incredibile! Perciò non mi dilungo in convenevoli e mi metto subito al volante.

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PROVA NUOVA MERCEDES CLASSE E STATION WAGON: VERSO IL FUTURO

La nuova Mercedes Classe E Station Wagon è bella da vedere e vivace da guidare. Una rivoluzione partita dalla Classe C (leggi il nostro approfondimento), che però resta più sportiveggiante, mentre la E è comunque un po’ più classica. Eccezion fatta per la massiccia presenza di interfacce digitali uomo-macchina.

Stare a bordo è un’esperienza di “futuro automobilistico”, in un certo senso. Anni luce dall’algida razionalità degli interni della serie W124 degli anni Ottanta e Novanta, ma soprattutto dalla linearità di quelli dell’ultimo modello, la W212, che aveva puntato su spigoli e linee tese.

Prova nuova Mercedes Classe E Station Wagon interni

I grandi schermi piatti della consolle centrale e del quadro strumenti ti introducono in un mondo di grafiche 3D, rappresentazione impeccabile della strada che hai davanti, ti guidano nella rotta che hai impostato e ti suggeriscono un’impressionante quantità di dati, di informazioni di intrattenimento e di “facility” per la guida, che non capita spesso di sperimentare su un’unica auto. Che l’insieme sia leggero dal punto di vista visivo non si può dire: la plancia è imponente, ma la sensazione di comfort e di lusso che riesce a trasmettere al driver e al passeggero è innegabile.

Anche perchè l’allestimento Exclusive prevede, oltre ai sedili in pelle, gli inserti in legno di frassino con venature a vista, luci soffuse “Ambient” con 64 diversi colori, la parte superiore della plancia rivestita in pelle ecologica e il volante multifunzionale riscaldabile.

IL DRIVE PILOT

Visto che sulla guida autonoma, tema caldo del momento, non si torna indietro, la Casa gioca le sue carte anche su questo importante “modello flotte” e offre un livello di assistenza molto elevato. Provare il Drive Pilot (nella foto sotto) è istruttivo: il sistema regola distanza e velocità e fornisce ausilio in sterzata.

Funziona nel traffico in colonna, mantiene automaticamente la distanza dai veicoli che precedono tramite il Distance Pilot Distronic (che è in grado di frenare completamente la vettura e di farla ripartire mentre si è in coda) e assiste la sterzata tramite lo Steering Pilot (quest’ultimo tiene la macchina nella corsia e assiste con movimento del volante anche nel cambio di carreggiata). Se non si tengono le mani sul volante, infatti, prima il sistema fa apparire un disegno sulla strumentazione, poi inizia a lamentarsi. Se non si provvede, arriva a fermare completamente la vettura.

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MOTORE BRILLANTE

La nuova Mercedes Classe E oggi può contare su un motore potente e “corposo”, ma silenzioso, benché a soli 4 cilindri. Si tratta del nuovo 1.950 cc tutto in alluminio, che sostituisce il precedente 2.143 cc (dalla lunga carriera) e che fa dimenticare quella ruvidità che, a onor del vero, non è mai stata particolarmente consona al rango della vettura.

I 194 Cv della versione che equipaggia la E220d (ma c’è anche la E200d, con 150 Cv) si abbinano a una coppia massima di 400 Nm a 1.600 giri.
Il che si traduce, in pratica, in una bella spinta e in una prontezza diversa dalla precedente Classe E. Ma, giustamente, è la fluidità l’obiettivo in una station di questo segmento e l’abbinamento al cambio automatico 9G-Tronic a 9 rapporti è perfetto.

(La prova completa sarà pubblicata sul numero di settembre di Fleet Magazine)

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