23 Agosto 2016

La nostra prova della Classe E: sicura e all’avanguardia

La prova della nuova Mercedes Classe E evidenzia che, rispetto al passato, la vettura s’è svecchiata, prendendosi qualche libertà in più. La decima generazione, pur nel rispetto delle tradizioni, cambia davvero: stile, motore, sospensioni, elettronica. Tutto nuovo. Rispetto al modello di cui prende il posto, è cresciuta di quattro centimetri abbondanti in lunghezza e sette centimetri nel passo. Grazie al cambio di look, ispirato a quello della sorella minore (la Mercedes Classe C), però, sembra più compatta.

CHIC E HI-TECH

A bordo, la sensazione di essere su una Classe S in miniatura è netta. Impossibile non farsi attrarre dai due enormi display da 12,3 pollici affiancati: si fondono tra loro, fino a formare un unico ampio schermo che attraversa gran parte della plancia. Il primo quadrante fornisce le indicazioni sulla marcia e il funzionamento dell’auto. Il secondo, invece, è dedicato all’infotainment.
Oltre alla manopola centrale e al touchpad, adesso il sistema multimediale e il navigatore possono essere gestiti tramite i due touch control sul volante, che sostituiscono i tradizionali pulsanti. Sono sensibili al tocco, reagiscono ai movimenti orizzontali e verticali e permettono di muoversi tra i vari menu. Per entrare in sintonia, però, serve prima un po’ di pratica.
In generale l’abitacolo è realizzato con molta cura. A creare un ambiente chic ci pensa, di sera, anche l’illuminazione a Led elegante e discreta (si può scegliere tra 64 tonalità di combinazioni).

LA PROVA

La 220 d (quella della nostra prova della nuova Mercedes Classe E) è l’auto ideale per i trasferimenti. Che lo si debba fare per lavoro e per svago, a bordo di questa berlina si vive proprio bene. Anche ad alta velocità, il rumore percepito all’interno è quasi impercettibile.
Il quattro cilindri Mercedes si sente veramente poco, anche quando si spinge al massimo. Con 194 Cv e un’encomiabile rotondità di funzionamento, è l’ideale per muovere la Classe E senza il minimo tentennamento, anzi perfino con un certo vigore, quando si affonda l’acceleratore. Gli dà una grossa mano, in questo senso, il cambio automatico a nove marce (che arrivano sempre al momento giusto).
Con l’elettronica, poi, la vettura arriva a livelli ben più stupefacenti, guidando quasi da sola. Il Drive Pilot funziona in maniera ottimale. L’abbiamo provato un po’ in tutte le situazioni: in coda, nella marcia in colonna in tangenziale e in autostrada. È in grado di arrestare del tutto l’auto e di farla ripartire, mantenendo la distanza di sicurezza impostata.

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