Nuova Toyota C-HR Hybrid: la nostra prova su strada

Abbiamo messo alla prova la nuova Toyota C-HR per la nostra rubrica “7 giorni con“. Un test drive lungo una settimana che ci ha consentito di approfondire una delle proposte più innovative presenti sul mercato. Caratterizzata da un cuore tutto ibrido.

VIDEO: C-HR TEST DRIVE

COMPATTA E COMODA

Messa alla prova nuova Toyota CH-R è piacevolmente compatta. Non troppo larga (una rarità) e con un buon rapporto tra ingombro esterno e spazio interno. Sorprende, nell’abitacolo, la buona visibilità anteriore, la plancia bella, ampia, bassa e non ingombrante. E la comodità dei portaoggetti.

Al centro della scena c’è il grande touchscreen che ha il pregio di essere sempre ben visibile e chiaro: caratteri grandi, menù “facili”.

Tra gli elementi di arredo ci sono profili retro-illuminati di luce blu un po’ ovunque (tipico della Hybrid), dai pannelli porta alla consolle centrale. Buona la qualità, inconfondibilmente giapponese, dei materiali. Buone sensazioni tattili, comandi semplici e intuitivi.Prova nuova Toyota C-HR esterni

NUOVA TOYOTA C-HR GOES TO CITY…

Nel traffico metropolitano, la C-HR (leggi il nostro approfondimento sulla vettura) sembra una buona alleata: raggio di sterzata contenuto, leggerezza dei comandi, manovre rapide grazie allo spunto del motore elettrico e la comodità del cambio automatico.

Tutto sommato il selettore non è particolarmente innovativo: P, R, N, D e B (cioè Batteria, la funzione che mantiene un freno motore maggiore da usare in caso di discese prolungate oppure per ricaricare più rapidamente gli accumulatori del sistema ibrido) e nient’altro.

Assenti i paddle al volante o qualsiasi altra modalità di cambiata manuale, perché l’e-CVT ha un solo rapporto, a variazione continua (si vuole lasciare alle Lexus il pregio del simulatore di cambiata).

Interessante lo spunto da fermo: la C-HR parte meglio di quanto prosegua poi in velocità, per via della permissività della trasmissione. E’ un elemento tipico delle ibride Toyota.

APPROFONDISCI

COME VA IN AUTOSTRADA

Dal punto di vista tecnico, la CH-R raccoglie il meglio dell’esperienza Prius, nonché la più recente tecnologia, per cui il 1.8 da 98 più l’elettrico da 72 erogano una potenza combinata di 122 Cv, che sono più che efficaci su questa compatta.

In autostrada emerge una certa facilità a riprendere velocità oltre i canonici 130 km/h, che è meno avvertibile nelle altre Hybrid della Casa. E’ questo è solo positivo, soprattutto per chi usa la C-HR come company car, dunque anche fuori città e su lunghe tratte, oltre che per svago.

Sul piacere di guida si potrebbe aprire un capitolo: è gradevole, agile, ma non sportiva. E’ una questione di collegamento tra il driver e la meccanica, che qui non è, volutamente, un aspetto centrale.

Prova nuova Toyota C-HR-interni

IBRIDO: UNA SCELTA DI CAMPO

La tecnologia ibrida, in grande crescita nell’ultimo anno, è in conclusione una scelta di campo, che sposta la C-HR quasi nel premium per esclusività. In questo segmento già non è difficile superare i 30.000 euro poi, tra un optional e l’altro le concorrenti fanno ingolosire, perciò i 35.000 della Hybrid Style della prova, con “Tech Pack” (fari a Led autolivellanti, Lane & Mirror Assist, fendinebbia), selleria Premium Leather Blue e Navigatore Touch2, sono in linea.
Con il plus dei consumi cittadini da micro-car.

SCHEDA: NUOVA TOYOTA C-HR HYBRID

  • Dimensioni: 436 x 180 x 156 cm
  • Bagagliaio: 377 – 1500 dm3
  • Motore: Benzina 4 cilindri, 1.798 cc, 98 Cv + elettrico 72 Cv. Potenza totale di sistema: 122 Cv
  • Trasmissione: Cambio automatico continuo con rotismo epicicloidale. Trazione anteriore
  • Velocità max: 170 km/h
  • Emissioni: 87 g/km
  • Consumi (litri/100 km): urbano 3,5 | extraurbano 4,1 | misto 3,9

 

(La prova completa sarà pubblicata sul numero di aprile di Fleet Magazine)

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