17 Febbraio 2016

Tivoli: un’alternativa nel segmento dei Suv

Abbiamo messo alla prova Ssangyong Tivoli, il nuovo Suv compatto della Casa asiatica, che si rivolge anche e soprattutto alla categoria del noleggio a lungo termine e delle flotte aziendali. Vediamo come è andata.

LOOK SIMPATICO

Messa alla prova Ssangyong Tivoli trasmette simpatia, in primis, per la linea inconfondibile. Lo dimostrano gli sguardi incuriositi che abbiamo incrociato per strada. All’interno, c’è spazio sufficiente per quattro persone. Stringendosi un po’, ci si sta anche in cinque, ma senza troppa libertà di movimento per i tre seduti sul divanetto posteriore: il più sfortunato passeggero al centro non avrà tra i piedi il fastidioso tunnel sul pavimento, ma dovrà fare i conti con una conformazione del sedile poco contenitiva.  Da fuori, il diesel e-XDi (a trazione anteriore) fa poco rumore. Si registra solo qualche vibrazione al minimo (più evidenti i fruscii aerodinamici a velocità autostradali). Il motore spinge in modo rotondo e prende i giri con vigore quando entra in azione il turbo. I 115 Cv (con 300 Nm di coppia massima tra 1.500 e 2.500 giri/min) non deludono.

LE DOTI

Design originale, rapporto dotazione/prezzo, motore vivace: tutti elementi degni di nota nella nostra prova della Ssangyong Tivoli. Con il crossover del marchio coreano di Mitsubishi si può viaggiare a lungo senza affaticarsi, ma ci si muove con agilità anche negli spazi stretti. L’abitacolo è accogliente, così come è buona la capacità di carico del bagagliaio (213 litri fino al copribagagli, 423 litri fino al tetto). Peccato che quando si reclina lo schienale del divano posteriore si forma un fastidioso gradino sul piano di carico. La capacità del vano, inoltre, diminuisce ulteriormente in presenza della trazione integrale. Per quanto riguarda i consumi, la Tivoli non arriva a percorrere i 17-18 km/l, ma si difende con onore, sfiorando i 16 km/l.

(Il test drive completo sarà pubblicato sul numero di marzo di Fleet Magazine)

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