9 Dicembre 2016

Prova Volkswagen Passat Alltrack: per qualche escursione in più

Nasce per soddisfare il desiderio di chi vuole qualcosa di diverso, più distintivo e sfizioso della solita station. Il senso della Volkswagen Passat Alltrack, in fondo, è da ricercarsi proprio negli aspetti esteriori. Perché come tutte le altre wagon rialzate, non può avere grandi ambizioni off-road, al di fuori di quelle concesse dalla trazione integrale 4Motion di serie e dall’assetto rialzato di circa tre centimetri. Per gran parte dei terreni dissestati, comunque, va benissimo. Ecco le nostre impressioni, dopo la prova della Volkswagen Passat Alltrack.

PER SAPERNE DI PIÙ

 

CLIENTELA

Prova Volkswagen Passat Alltrack abitacolo
L’abitacolo della Volkswagen Passat Alltrack

Il modello è ideale per chi viaggia per lavoro e si trova a percorrere anche tratti non asfaltati. Ma non solo: la Passat Alltrack è, infatti, adatta per chi ama parcheggiare davanti casa anche in montagna, per chi intende affrontare lunghi viaggi con grinta e desidera sfruttare il collegamento in rete, così come per coloro che hanno necessità di trasporto (volume del bagagliaio da 639 a 1.769 litri, solo 11 litri in meno rispetto alla Variant; in più, carico rimorchiabile di 2.200 kg). Senza dimenticare che l’aspetto della vettura rappresenta una dichiarazione di stile (listelli sottoporta, passaruota maggiorati, paraurti personalizzati). Versatile, robusta e all’avanguardia: la Passat Alltrack è un’auto a metà tra una familiare e un crossover.

TRAZIONE INTEGRALE

Il modello condivide il resto della meccanica con la Passat Variant. In Italia, la scelta è concentrata sui diesel. Tre i 2.0 TDI a listino: il 150 CV con cambio manuale a sei marce, il 190 CV con Dsg a sei rapporti e il 240 CV biturbo con il Dsg a sette marce. La Passat Alltrack è dotata di trazione integrale 4Motion. In condizioni normali, la trasmissione avviene solo sull’anteriore, contribuendo così al contenimento dei consumi (nel nostro test abbiamo registrato una media di 13 km/l). L’asse posteriore interviene tuttavia in modo continuo in poche frazioni di secondo, non appena sussiste il rischio di perdita di trazione.

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