24 Agosto 2017

Volkswagen Passat Variant: il nostro test drive della station per antonomasia

Abbiamo messo alla prova la Volkswagen Passat Variant nella versione 1.6 TDI 120 Cv con cambio automatico a doppia frizione DSG (a sette rapporti) e allestimento Business. In sintesi, un must per le flotte aziendali.

prova Volkswagen Passat Variant

Negli anni, non a caso, la Passat è diventata davvero un simbolo, al punto che oggi, giunti all’ottava generazione, la potremmo quasi considerare la berlina, ma soprattutto la station, per antonomasia. Alla solida concretezza di sempre, infatti, si aggiungono una maturità e una compiutezza progettuali davvero notevoli.

Approfondisci: Al Salone di Francoforte 2017 arriva la nuova Polo 

PROVA VOLKSWAGEN PASSAT VARIANT: SALTO IN ALTO

Salendo a bordo, materiali, rivestimenti e lo stesso disegno “snello” della plancia trasmettono a prima vista la volontà di salire di tono, sino a fare della Passat una wagon premium o quasi. Lo stesso vale per l’equipaggiamento.

Il passo allungato (2,79 metri), rispetto alle generazioni precedenti, ha permesso di mantenere al top le misure dell’abitacolo, ampio e confortevole. Virtù che, insieme alla capacità del bagagliaio (aumentata di 47 litri, raggiunge i 650 litri; abbattendo i sedili e caricando fino al tetto, poi, si arriva a 1.780 litri), confermano il profilo storico della Passat: grand routier per driver e professionisti da migliaia di chilometri l’anno. Caratteristiche che avevamo riscontrato anche nella prova della sorella avventurosa Alltrack.

Lunga 4,77 metri, rappresenta un inno alla razionalità: a bordo c’è spazio da vendere, gli interni sono pensati e realizzati con cura e precisione, consuma poco, quando non pochissimo. E anche dopo molte ore di guida, dall’auto si scende riposati.

Prova Volkswagen Passat Variant interni

Leggi anche: Golf GTE, consumi sotto controllo

COME VA SU STRADA

La Variant 1.6 TDI (dotata di start/stop e sistema di recupero dell’energia in frenata) è concepita per avanzare in modo gradevole, senza affanni e con un’andatura tranquilla. Il DSG, poi, rende ancora più signorile l’incedere della Passat.

Il turbodiesel non vibra all’avviamento e non disturba in marcia. A 130 km/h viaggia a 2.200 giri. In velocità, si finisce per registrare soltanto la presenza di un minimo fruscio aerodinamico.

Assenti i ritorni di rotolamento dal retrotreno che frequentemente affliggono le wagon. A completezza del livello di comfort, va sottolineato il buon lavoro delle sospensioni. La Passat si mostra precisa e disinvolta nel misto, con una insospettata rapidità nei cambi di direzione, considerata la stazza. Un’agilità conquistata anche grazie alla riduzione di peso (85 kg in meno rispetto all’antenata). Per quanto riguarda i consumi, in autostrada abbiamo raggiunto i 20 km/l. Nel traffico cittadino si passa a quasi 14 km/l. Niente male.

(L’articolo completo sarà pubblicato sul numero di settembre di Fleet Magazine)

Latest From Our Instagram
@fleetmagazine_italia