Quali saranno i servizi futuri della scatola nera?

Questa settimana ci chiediamo quali saranno i servizi futuri della scatola nera. La risposta è nei risultati della survey "La telematica sale a bordo", condotta dalla nostra redazione su un campione di 100 aziende.

Quali saranno i servizi futuri della scatola nera? Una domanda di stretta attualità per le flotte aziendali, che trova una risposta ben precisa nei risultati della survey “La telematica sale a bordo”, condotta dalla nostra redazione con il patrocinio dell’Osservatorio Top Thousand

la scatola nera supporta i Fleet Manager

Abbiamo già parlato diffusamente di come funziona la black-box e quali sono i suoi vantaggi (in primis, l‘ottimizzazione nella gestione della flotta e il risparmio nei costi), ma un’indicazione puntuale sui desiderata futuri dei Fleet Manager in tema di black-box è fondamentale per capire in quale direzione dovrà evolversi la telematica

Approfondisci: i risultati della nostra survey sulla black-box

IL CAMPIONE DELLA SURVEY 

Abbiamo condotto la survey sulla scatola nera in due diverse release: nella prima tranche, sono stati intervistati i Fleet e Mobility Manager di 60 aziende di grandi dimensioni appartenenti a diversi settori merceologici e con un totale di oltre 53mila veicoli gestiti.

La seconda tranche, invece, ha visto protagonisti i responsabili di parchi auto più piccoli: in particolare, 40 imprese, con una flotta totale di 24.300 veicoli gestiti.

COSA SI ASPETTANO I FLEET MANAGER DALLA SCATOLA NERA

Cosa si aspettano i Fleet Manager dalla scatola nera? Se è vero che il 37% dei Fleet Manager di parchi auto “big”  valutano la black-box già oggi adeguata alle esigenze (e non pochi colleghi che gestiscono parchi più piccoli la reputano addirittura superiore all’attuale domanda), è altrettanto innegabile che ulteriori funzionalità potranno essere molto utili alle aziende.

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I DESIDERI DELLE GRANDI FLOTTE

Le grandi flotte auspicano, in termini di evoluzione, un sempre maggiore controllo dei consumi di carburante, per cercare di ridurli il più possibile, E il monitoraggio dei chilometri (soprattutto per questioni di sicurezza e non per politiche di controllo).

E ancora, l’ottenimento dei dati reali di emissione dei veicoli (aspetto che, con l’entrata in scena del protocollo WLTP, diventerà sempre più cruciale) e l’integrazione della scatola nera con i sistemi aziendali, al fine di ottenere una puntuale reportistica.

Leggi anche: come scoprire e certificare i reali chilometraggi dei veicoli? 

I DESIDERI DELLE FLOTTE MEDIE

Per quanto riguarda le flotte medio piccole, invece, al primo posto c’è la verifica e il monitoraggio della manutenzione, seguita dall’analisi dello stile di guida del driver (per controllare i consumi e la sicurezza) e dagli alert diagnostici in tempo reale, oltre al riconoscimento automatico del driver per l’accesso al veicolo. 

Quest’ultimo aspetto è importante, perchè è un segno tangibile che sistemi avanzati, come quelli tipici del car sharing, sono stati ormai sdoganati nel mondo B2C:  è normale, quindi, che i responsabili dei parchi auto se li aspettino anche in ambito B2B.

I SERVIZI ATTUALI

I desiderata futuri dei Fleet Manager non sono altro che un’evoluzione delle funzionalità attuali. Dalla stessa survey, infatti, è emerso con chiarezza che le grandi aziende beneficiano già ora dei dati relativi ai furti. Seguono quelli per la gestione degli incidenti, per la verifica dei consumi di carburante e per il monitoraggio delle attività di manutenzione.

Le flotte medio piccole, invece, danno soprattutto importanza alla voce “service” tra i parametri che vengono tenuti sotto controllo grazie alla scatola nera.

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