Rapporto Aniasa: il noleggio cresce, ora cambiamo il fisco

È stato presentato oggi a Milano il 13° Rapporto Aniasa sullo stato di salute del settore del noleggio. Nel 2013 e nei primi mesi dell’anno in corso il settore del noleggio a lungo termine per le flotte aziendali è tornato a crescere, come anche il rent-a-car. Questo malgrado la stretta fiscale, la crisi dell’automotive, i poco efficaci incentivi per i veicoli a basse emissioni, l’aumento dei premi assicurativi e la piaga dei furti d’auto.

I DATI – Fabrizio Ruggero, il presidente di Aniasa, ha fornito i macro dati del comparto: il noleggio auto vede complessivamente un fatturato di 5.1 miliardi di euro, una flotta circolante di 668 mila veicoli, immatricolazioni annue di 235 mila veicoli (18.6% del mercato auto totale), 7 mila gli addetti diretti.

UN OTTIMO PRIMO TRIMESTRE – In particolare, confrontando il primo trimestre del 2014 con l’anno precedente, si nota un aumento del fatturato del 2.5%, in particolare il settore del noleggio a lungo termine cresce del 2.7%, mentre il breve termine dell’1.3% (in un periodo non di particolare alta stagione per il leisure).

IL NLT- Alfonso Martinez, vice presidente di Aniasa, ha posto l’attenzione su come i contratti di noleggio nel lungo termine si siano allungati di sei mesi dal 2009, mentre i veicoli commerciali hanno contratti che arrivano ai 60 mesi. “Il nostro è un comparto quasi anticiclico, abbiamo mantenuto la flotta costante anche durante la crisi. Il fatturato è cresciuto. La macchina è sempre più uno strumento di lavoro, non solo un fringe benefit. Ciò si vede anche dalla crescita dei segmenti A, B e C”. Da notare anche l’attenzione ambientale: “Il 50% dei veicoli in flotta è con emissioni di CO2 non superiori a 120 g/km”.

TAX DIVIDE – Aniasa propone l’immediato ripristino della deducibilità dei costi delle auto aziendali “ante Fornero”, cioè dal 20% al 40%, in armonizzazione della detraibilità Iva agli standard Ue. L’Italia è uno degli Stati Ue dove l’auto aziendale è più tassata, laddove in Paesi anche molto diversi, come Spagna e Germania, la deducibilità è al 100%. Commenta il presidente Aniasa: “Riteniamo che la copertura si autofinanzierebbe in virtù delle maggiori entrate. Un fisco più favorevole comporterebbe anche l’accelerazione del ricambio del parco circolante, con veicoli più sicuri e meno inquinanti”.

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