Rapporto Aniasa 2016: il car sharing continua l’avanzata

Traguardo raggiunto e superato. Nel 2016, il car sharing in Italia ha raggiunto il considerevole traguardo di 1.080.000 utenti iscritti alle varie società che forniscono il servizio. Il dato emerge dal Rapporto Aniasa 2016, presentato stamattina a Milano nella splendida cornice di Palazzo Clerici.

Rapporto Aniasa 2016 studio car sharing

Attualmente, Aniasa può contare al proprio interno sulla quasi totalità degli operatori del nostro Paese (il 95% del mercato) e, per questo motivo, i numeri sono diventati, per la prima volta, parte integrante del Rapporto. Non solo. Durante l’assemblea pubblica di Aniasa, è stato anche presentato lo studio “Il car sharing in Italia: soluzione tattica o alternativa strategica?” realizzato dalla stessa Aniasa con Bain & Company.

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RAPPORTO ANIASA 2016: I NUMERI DEL CAR SHARING

Un dato spicca sugli altri: poco più della metà degli iscritti (590mila) ai servizi di car sharing sono utenti realmente attivi, con almeno un noleggio effettuato nella seconda metà dell’anno. In totale, le vetture in flotta sono 6mila e i noleggi oltre 6 milioni 200mila.

Il Rapporto Aniasa 2016 evidenzia anche che crescono le durate medie di fruizione: siamo infatti passati dai 27 minuti del 2015 ai 32 minuti del 2016, mentre le distanze medie rilevate si attestano, come nell’anno precedente, attorno ai 7 km per ogni noleggio.

Dal punto di vista territoriale, Milano e Roma si confermano le città d’elezione del car sharing. Le due metropoli, infatti, rappresentano circa l’80% del business complessivo, seguite da Torino e Firenze.

TABELLA: I NUMERI DEL CAR SHARING IN ITALIA – 2016

Avanzata Car Sharing Italia

LO STUDIO 

“La domanda crescente di mobilità e l’offerta inadeguata mettono sotto pressione i centri urbani – ha dichiarato Andrea Cardinali, presidente di Aniasa, nel commentare i dati in crescita del settore – Il car sharing libera le strade e integra il Trasporto Pubblico Locale”.

A tal proposito, lo studio di Aniasa e Bain, realizzato attraverso interviste a 2.000 persone, sottolinea le elevate potenzialità del mondo dell’auto condivisa: i dati dimostrano come il car sharing sia ancora una forma di mobilità utilizzata in modo saltuario, non sistematico, anche se rispettivamente il 5% e il 17% del campione lo utilizza “sempre” e “spesso”.

L’Italia rimane il Paese con uno dei tassi più alti di penetrazione dell’automobile (62 auto ogni 100 abitanti) e, quindi, in questo contesto, il car sharing è uno strumento aggiuntivo, non un mezzo realmente sostitutivo della vettura e del Trasporto Pubblico Locale.

QUESTIONI APERTE 

Questi risultati emersi dipendono anche da altri fattori. La crescita innegabile della formula dell’auto condivisa, infatti, dovrebbe essere accompagnata da un necessario aggiornamento normativo: il Rapporto Aniasa 2016 sottolinea che, prima di tutto, manca una definizione di “vehicle sharing”, che dovrebbe comprendere un universo più ampio rispetto a quello caratterizzato dalla sola autovettura.

In secondo luogo, siamo ancora di fronte a scenari legislativi differenti a seconda delle città, per cui è necessario rendere al più presto il perimetro normativo di riferimento uniforme e omogeneo su tutto il territorio nazionale, sia per gli operatori privati sia per i pubblici, creando un vero e proprio sistema di mobilità integrata.

Non da ultimo, questa tipologia di veicoli dovrebbe essere riconosciuta all’interno del Codice della Strada, per consentire di gestire al meglio le sanzioni amministrative.

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