18 Novembre 2020

Il Regno Unito accelera la messa al bando auto benzina e diesel

Il premier Johnson ha spostato al 2030 il limite per la vendita di auto nuove esclusivamente elettriche, con una deroga al 2035 per le ibride plug-in dall'elevata autonomia in elettrico. Qual è il futuro dei motori convenzionali?

Solo elettriche, siamo inglesi. Il piano non è nuovo, semmai a cambiare sono i tempi e le prospettive, dopo l’annuncio di Boris Johnson di un anticipo al 2030 del divieto di vendita di nuove auto benzina o diesel sul mercato britannico. Un’accelerazione rispetto alla “scadenza” fissata inizialmente al 2040, con il 2035 che diventa la soglia fissata per l’uscita di scena delle auto ibride in grado di “garantire una significativa” autonomia di marcia in elettrico, spiega il primo ministro in un intervento sul Financial Times.

Divieto auto benzina Regno Unito 2030

REGNO UNITO, STOP ALLE AUTO BENZINA

Quantificare il “significativa” sarà compito del legislatore, non c’è dubbio che si guardi alle ibride plug-in, mentre coerentemente con il divieto alla vendita di nuove auto benzine e diesel al 2030, anche le full hybrid cadranno sotto i colpi del piano strutturale per accelerare il raggiungimento degli obiettivi carbon neutral Oltremanica, un 2050 che coinvolgerà non solo i trasporti ma più settori industriali.

I NUMERI DEL MERCATO

Non si attuano a colpi di slogan le trasformazioni e per sostenere il piano (ambizioso) di un importante mercato nel Vecchio Continente, da oltre 2,3 milioni di autovetture immatricolate nel 2019 – tutt’altri volumi rispetto alle realtà più piccole, di Norvegia (142 mila auto vendute nel 2019) e Danimarca (255 mila), come dell’Olanda (446 mila immatricolazioni nel 2019), tutte accomunate da una uguale determinazione al divieto di commercializzazione di auto che non siano full electric (già dal 2025 nel caso della Norvegia, 2030 per Danimarca e Olanda) –.

Ricarica in abbonamento FCA ed Engine

Sul tavolo, Johnson promette un piano di investimenti da 2,8 miliardi di sterline, più di 3 miliardi di euro. Una completa nuova visione sulla produzione e consumo energetico è prospettata nel Regno Unito e, sul fronte dei trasporti, agli incentivi all’acquisto di auto elettriche si sommano interventi sull’infrastruttura di ricarica e, ancor più centrale, la realizzazione di Gigafactories nazionali.

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A chiarire i termini della questione sulla mobilità nel Regno Unito dal 2030, vale specificare come il divieto interesserà il mercato del nuovo, non la circolazione di veicoli benzina, diesel, ibridi, già di proprietà o acquistati sul mercato dell’usato – verosimilmente destinati a forme di malus per disincentivarne l’utilizzo -.

UNA DIREZIONE, PIÙ SOLUZIONI

La direzione verso l’abbattimento delle emissioni climalteranti è un dato di fatto, acquisito, rafforzato dal Green Deal dell’Unione Europea, con target ancor più ambiziosi al 2030, di un abbattimento delle emissioni di Co2 che arrivi al 60% rispetto al precedente target del 55%.

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L’elettrico vale, oggi, il 5,5% dei volumi realizzati in Gran Bretagna, ovvero 76 mila auto su 1 milione e 385 immatricolazioni registrate finora nel 2020, con una crescita anno su anno del 168%. E se per piccoli mercati del nord Europa la transizione a una mobilità totalmente elettrica a batteria è di fatto già in atto, in prospettiva le strategie dei grandi mercati europei potrebbero diversificarsi non poco quanto a tempistiche per il divieto alla vendita di auto nuove esclusivamente termiche o ibride che non abbiano elevate autonomie di guida in elettrico.

LA POSIZIONE DEI COSTRUTTORI

Ancor più, globalmente, le strategie dei costruttori verranno diversificate dalle normative più o meno stringenti, portando a diversi orizzonti di uscita completa delle motorizzazioni convenzionali, come spiegato da Markus Duesmann, responsabile Ricerca e sviluppo Audi nei mesi scorsi: Il futuro del motore a combustione interna sarà in definitiva una questione politica e non sarà decisa nello stesso momento in tutto il mondo. Ha senso per mercati diversi passare alla mobilità elettrica come a motori termici altamente efficienti”.

Motore benzina BMW X1 xDrive25e

A confermare un approccio molto più progressivo dei costruttori di auto rispetto a quanto non dicano gli annunci prodotti da singoli Stati, c’è la progettualità sul motore termico immaginata da case come BMW e Volkswagen, a indicare nel caso del marchio di Wolfsburg il 2040 quale ultimo anno per lo sviluppo di un’auto con un motore convenzionale, da lì in avanti solo elettriche a batteria. Non vuol dire tagliare tout court la produzione, considerato un ciclo vitale di un modello su un lasso di tempo di 8 anni, dai quali arrivare nel 2050 a una produzione senza più auto con motori convenzionali.

Da parte di BMW, il responsabile della Ricerca e sviluppo, Hans Frohlich ha prospettato un 2030 nel quale il 30% della produzione del marchio sarà ibrida plug-in o elettrica, per l’85% i sistemi avranno ancora un motore termico a bordo.

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