18 Luglio 2013

Renault Captur: la nostra prova (3)

 SABATO: pratica e giocosa – Non c’è più il cd, nelle più moderne auto contemporanee. Solo connessioni Usb, Aux e scheda di memoria SD. Ma quanto sono antico? Avevo un bel daffare a cercare la fessura per inserire il disco della fiaba sonora che le due impertinenti vocine provenienti dai posti posteriori reclamavano da un quarto d’ora. Fine di un’epoca, in un certo senso. D’altronde questa Captur ha un sistema multimediale veramente “smart”, che integra radio, navigatore Tom Tom, Bluetooth e, appunto, lettore di contenuti audio. Si chiama R-Link e può persino accedere a servizi meteo su web o gestire “apps” in modo facile e intuitivo. Su una, lo ammetto, ho ceduto alla tentazione e mi sono quasi innamorato: si chiama R-Sound Effect e consente di ricreare nell’abitacolo il rumore del motore di alcuni modelli sportivi con un software che collega il contagiri e l’impianto stereo. Per cui, guidi un 1.5 turbodiesel da 90 Cv e senti il rombo di un 6 cilindri da pista. Ma puoi anche scegliere il motore della Laguna Coupè, della Clio Cup, ecc. Lo so che non è un optional tipico da flotta, ma ogni tanto giocherellare con gadget di questo tipo fa bene allo spirito.

DOMENICA: i papà rientrano al lavoro – Il vero break estivo è ancora lontano. Perciò trascorrere la domenica sera in coda verso la città è ancora d’obbligo. Con i sistemi di bordo di cui è dotata la Captur almeno il tempo passa: il trip computer, per esempio, tiene traccia dello stile di guida, misurando il tempo impiegato in accelerazione e frenata, nonché il totale dei minuti “a consumo zero”, ovvero nei quali si è viaggiato con l’acceleratore in rilascio, oppure nei quali lo start&stop è entrato in funzione spegnendo il motore in sosta. Il software Driving Eco² educa davvero, perché mostra ogni effetto dello stile di guida sui consumi dell’auto. In più, c’è una funzione che rileva la qualità dell’aria che entra nell’abitacolo e la registra su un grafico. Utile poi, a colpo d’occhio, è la barretta luminosa al centro del quadro strumenti, sotto il tachimetro, che cambia colore dal verde all’arancione in base al “piede pesante” del driver. Per finire, l’argomento prezzo: interessantissimo. La Captur di questo “7 giorni” supera appena i 20.000 euro, ma con lo stesso motore, rinunciando al R-Link e ai cerchi in lega, ma mantenendo, per esempio, il Bluetooth, il Cruise Control e l’Eco-Mod (modalità di guida risparmiosa, con apposito pulsante di attivazione), c’è la versione Wave a 17.600 euro. Uniche dotazioni da integrare per i driver flotte, in questo ricco panorama di gadget a prezzi abbordabili sono il bracciolo centrale e il supporto lombare. Perché, invece, la Capur è già perfetta in tema di sicurezza: il più recente test EuroNCAP l’ha già classificata con le tanto ambite 5 stelle.

Tag

Latest From Our Instagram
@fleetmagazine_italia