Renault Kangoo Express Maxi: l’ideale collega di lavoro

Primo: che sappia fare bene il proprio mestiere. Secondo: che sia serio e affidabile. Terzo (e non ultimo): che sia di piacevole compagnia. Stando all’accezione comune, è questo l’identikit del collega di lavoro ideale. E dato che il veicolo commerciale può essere considerato in tutto e per tutto un “collega” nelle mansioni quotidiane del driver, proprio da qui iniziamo la prova settimanale del Kangoo Express Maxi, una delle ultime novità di casa Renault. Prima di metterci alla guida, però, una premessa è doverosa: sul mercato dall’ormai lontano 1997, il Kangoo è riuscito a ritagliarsi uno spazio importante nella storia recente del costruttore francese. Senza mai sentire il peso degli anni sulle spalle. Addirittura, nel 2011, Nuovo Kangoo Express è stato leader in Europa nel segmento delle furgonette e, grazie alla recente versione Z.E., ha segnato ufficialmente l’inizio di una nuova era per Renault, quella dell’elettrico. Proprio l’arrivo del modello Maxi, inoltre, ha contribuito a completare una gamma unica nel nostro continente, composta da ben tre passi e altrettante lunghezze.  


LUNEDI’: linee semplici e funzionali La versione che testeremo è il Combi a cinque posti, che affianca il classico furgone due posti garantendo una flessibilità senza precedenti. Il motore? È l’ormai collaudato 1.5 dCi da 110 Cv (Euro 5). Ma andiamo con ordine. Per comprendere quanto il Kangoo Express Maxi sappia far bene il proprio mestiere, occorre esaminare innanzitutto la carrozzeria e il piano di carico. All’esterno, il furgone si presenta con linee semplici, sobrie, ma estremamente funzionali alla guida: la lunghezza totale, infatti, è limitata a 4,60 metri (384 mm in più rispetto al Kangoo Express), mentre l’altezza di 1,82 metri consente il comodo accesso a qualsiasi parcheggio urbano. E salire a bordo – sia davanti, sia dietro – non è certo un problema, dato che alle due grandi portiere anteriori si aggiunge, di serie su tutte le versioni, una porta laterale scorrevole sulla destra.
Prima di metterci al volante, apriamo il portellone posteriore per scoprire la generosità del piano di carico. Non c’è che dire: il costruttore non si è risparmiato, regalando al driver un volume di 3,4 metri cubi e una portata massima utile di 740 kg (cifre che, sulla versione a due posti, aumentano fino a 4,6 metri cubi e 800 kg). Anche nell’abitacolo, infine, lo spazio per le gambe e le braccia è notevole e facilita il primo impatto con la guida. Si parte notando due caratteristiche: l’ottima visibilità e la confortevole posizione del cambio, nel nostro caso manuale a sei marce. Buona la prima. 


MARTEDI’: prove di carico – Per essere confermata, però, l’impressione deve confrontarsi con la realtà. E l’occasione si presenta il secondo giorno, grazie al trasloco di alcuni piccoli mobili da Milano al piacentino, da qualche mese nuova dimora di chi scrive. La giornata di ferie presa appositamente consente di saggiare con calma le qualità del nostro furgone. La prima: il piano di carico, lungo quasi un metro e mezzo, è facilmente accessibile e consente di mettere a bordo senza grande fatica qualunque oggetto. La seconda: la panchetta posteriore ribaltabile sia di un terzo, sia di due terzi permette di modificare la portata in funzione del numero dei passeggeri. Nel mio caso, viaggiando da solo, posso abbondare con lo spazio di carico, arrivando addirittura a oltre due metri di lunghezza; ma la capacità, occorre sottolinearlo, rimarrebbe notevole anche con cinque persone a bordo. La terza: anche da carico, il furgone garantisce un’efficiente tenuta di strada. Lo sperimentiamo nelle curve dei colli piacentini, che ci confermano che la prima prova è brillantemente superata: il Kangoo Express Maxi Combi conosce, eccome, il proprio mestiere.

Tag

Latest From Our Instagram
@fleetmagazine_italia