Car sharing a guida autonoma: i 5 requisiti-chiave per gestire il servizio
 

Car sharing a guida autonoma: le 5 regole per gestirlo bene


Si parla sempre di più di driverless car, ma questa tecnologia come impatterà sui servizi di mobilità condivisa? car2go, il primo player del settore a essere sbarcato in Italia nell’estate 2013, si è posto il problema, raccogliendo in un “Libro Bianco” quelli che sono considerati i cinque requisiti essenziali per la gestione futura efficiente di una flotta di car sharing a guida autonoma.

Una prefigurazione del car sharing a guida autonoma con il concept di Smart per car2go

Il punto di partenza è rappresentato da una considerazione intorno alla frequenza di utilizzo. Se oggi infatti un’auto di proprietà risulta ferma mediamente per oltre 23 ore al giorno, l’arrivo di mezzi in grado di spostarsi prescindendo dalla presenza a bordo del conducente dovrebbe portare a un parco veicolare circolante 24/7.

Tale continua movimentazione presupporrà alle spalle un’architettura gestionale strutturata per essere in grado di consentire una risposta tempestiva ed efficace a qualsiasi criticità/problematica dovesse sorgere in fase di erogazione del servizio.

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1. CONOSCERE LE PECULIARITÀ DEL VEICOLO

Per preparare il terreno al domani che si preannuncia per il settore della mobilità – privata e aziendale –, secondo car2go occorre  prestare attenzione, già da oggi, ad alcune specifiche questioni.

A partire da una conoscenza approfondita della “componente auto”, aspetto da cui gli operatori del car sharing possono prescindere al momento, considerando che il numero complessivo di unità in flotta appare ancora contenuto.

L’impennata promessa dall’arrivo degli autonomous vehicle comporterà però che, se si vuole mantenere alto il livello di operatività, gli stessi addetti ai mobility services, coadiuvati da software dedicati, entrino in possesso di informazioni utili a gestire opportunamente i momenti di fermo per malfunzionamento o semplice intervento manutentivo.

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2. PREVEDERE IL “DOVE” E IL “QUANDO” DELLA DOMANDA

Anche se nel futuro le auto della flotta di car sharing a guida autonoma circoleranno senza sosta, servirà comunque riuscire a capire dove e quando saranno concentrati i picchi di richiesta.

A settembre lanciate nuove offerte orario per il servizio di car sharing car2go

La sfida correrà infatti sulle lancette dell’orologio e il competitor che si dimostrerà più bravo nel formulare la previsione di domanda (“demand prediction”), evitando al cliente attese snervanti, sarà anche quello nel quale è altamente probabile che lo stesso tornerà ad avere fiducia, dal momento che è riuscito a rispondere a un’esigenza prima ancora che fosse formulata apertamente.

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Date legate a manifestazioni di massa, condizioni meteo, eventi eccezionali (ad esempio, i tanto temuti scioperi del sistema di trasporto cittadino, ferroviario ed aereo): sono diversi gli elementi che possono essere offerti all‘analisi degli algoritmi utilizzati dagli operatori che propongono un servizio di mobilità condivisa. Un domani diverranno ancor più “smart” sfruttando le tecnologie di apprendimento automatico avanzato.

3. AZZERARE QUANTO POSSIBILE I VIAGGI “A VUOTO”   

Collegato verticalmente alla questione di cui sopra vi è la scelta del veicolo più adatto all’utilizzo che ne dovrà fare il cliente, nonché del percorso per raggiungere l’utente.

L’attività di “Fleet Intelligence” presuppone che le vetture in flotta non viaggino senza passeggeri a bordo troppo a lungo.

guida autonoma TEXA

La piattaforma di gestione delle prenotazioni dovrà quindi prevedere la possibilità che una stessa auto “bloccata” da un dato utente ospiti a bordo, lungo il tragitto studiato, altri utenti che necessitano di coprire tratte comprese tra il punto A (da dove si è mosso il veicolo) e il punto B (luogo in cui il cliente la starà attendendo) .

4. GARANTIRE SEMPRE L’ENERGIA NECESSARIA  

Sinora non abbiamo considerato però un aspetto chiave che caratterizzerà la mobilità di domani: l’espansione esponenziale delle soluzioni a trazione 100% elettrica. Che richiama a cascata il problema di avere sempre mezzi in flotta con un livello di carica sufficiente a garantirne la presa in noleggio.

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Futuro auto elettriche

Mai come in questo caso il concetto di flotta appare destinato ad ampliarsi rispetto alla “semplice somma delle unità disponibili per il servizio”. Coordinamento nelle assegnazioni, abbinato a una mappatura delle infrastrutture (colonnine) in ambito urbano (il servizio, laddove presente, ad oggi non si avventura al di fuori dei confini cittadini), costituiranno sempre più i fattori a cui guardare.

5. REGALARE LA MIGLIORE ESPERIENZA AL CLIENTE  

La quinta e ultima regola per una gestione efficace di una flotta di car sharing a guida autonoma ruota intorno alla “best-customer experience”.

In parte è una “summa” degli elementi sin qui trattati. Trattandosi tuttavia di temi che al momento possono essere dibattuti solo in linea teorica, occorrerà sempre più pensare a momenti di ascolto delle esigenze immaginabili, nonché delle principali domande che l’utenza potenziale del servizio si pone largamente già oggi.

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