Il rimborso del car sharing aziendale non è da tassare

Utilizzare il car sharing a fini aziendali potrebbe diventare più facile, anche da un punto di vista fiscale. L’Agenzia delle Entrate ha dato parere positivo all’equiparazione fra le fatture emesse dalle Società di Car Sharing e altri documenti che attestano il sostenimento delle spese di trasporto, come ad esempio le ricevute del taxi o dei mezzi di trasporto pubblico, il cui rimborso non è per legge da assoggettare a tassazione.

LA RICHIESTA DELLE AZIENDE

La questione è stata posta all’Agenzia delle Entrate da una società di information technology e consulenza, i cui dipendenti lavorano spesso presso le sedi dei clienti, che sono localizzate sia nello stesso comune dov’è la loro sede, sia in comuni diversi. Per razionalizzare le spese di trasporto annualmente sostenute dai propri dipendenti in trasferta, la società intenderebbe equiparare le fatture del car sharing a una fattura di taxi.

Infatti, le società di Car Sharing emettono fatture al termine di ogni utilizzo del tutto paragonabili, per analiticità e dettagli, ai documenti predisposti (o che dovrebbero essere predisposti) dai conducenti dei taxi.

PER SAPERNE DI PIÙ

 

LE FATTURE E IL RIMBORSO DEL CAR SHARING

Di regola la fattura è intestata al driver che utilizza fisicamente il servizio, ma alcune società di Car Sharing prevedono la possibilità di emettere fattura anche nei confronti di un altro cliente che può essere anche un soggetto giuridico (cioè l’azienda). In questo caso, si ritiene che sussistano tutti i presupposti richiesti dalla normativa in vigore perché possa considerarsi non imponibile, in capo ai dipendenti, il valore corrispondente alle spese di trasporto dagli stessi sostenute in occasione di trasferte sia nel comune “sede di lavoro” sia fuori dallo stesso comune.

L’intestazione della fattura al datore di lavoro, certifica infatti che la spesa di trasporto è stata sostenuta in occasione di una trasferta effettuata dal dipendente nell’interesse del datore di lavoro e cliente della Società di Car Sharing.

ANCHE PER GLI SPOSTAMENTI NELLO STESSO COMUNE SEDE DI LAVORO

Tale impostazione può essere applicata anche nell’ipotesi in cui le spese per Car Sharing siano sostenute direttamente dal dipendente anche per trasferte nel comune “sede di lavoro”, in quanto comunque si tratta di una trasferta autorizzata, quindi imponibile ai sensi dell’articolo 51, comma 5 del TUIR.

IL PARERE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

Anche secondo l’Agenzia delle Entrate, il servizio di Car Sharing rappresenta, soprattutto nelle aree urbane, una evoluzione dei tradizionali sistemi di mobilità considerati dall’art. 51 del TUIR. Conseguentemente, i rimborsi delle relative spese in favore dei dipendenti in trasferta nel territorio comunale, documentate nei modi indicati, possano essere ricondotti a questa casistica. Le conclusioni non cambiano nell’ipotesi in cui la società/datore di lavoro è intestataria della fattura emessa dalla società di Car Sharing ed al lavoratore è rimborsata la spesa sostenuta per l’utilizzo del veicolo.

Il documento ufficiale dell’Agenzia delle Entrate si può scaricare liberamente nella sezione dedicata https://www.fleetmagazine.com/top-thousand/

Latest From Our Instagram
@fleetmagazine_italia