Promozione dei veicoli green e sharing mobility: i punti nella riforma del Codice della Strada

Il tema della riforma – in progress – del testo del Codice della Strada non smette di tenere banco tra le fila del Parlamento.

La declinazione più recente dei lavori da parte dei senatori riuniti nella Ottava e Tredicesima Commissione (rispettivamente Lavori Pubblici/Comunicazioni e Territorio/Ambiente/Beni Ambientali), ruota intorno alla questione delle emissioni inquinanti e della “mobilità sostenibile”, esplorata con una apposita Risoluzione proprio nei giorni in cui il contenuto del DDL Concorrenza riceveva il via libero definitivo prima di tramutarsi in legge due giorni fa.

Leggi anche: Il DDL Concorrenza “tipicizza” e norma il leasing

EMISSIONI COME LEVA ECONOMICO-FISCALE

Nelle premesse si legge un dato significativo: al settore dei trasporti (che ricomprende traffico su strada, marittimo e aereo) è riconducibile un quarto delle emissioni di CO2 in Europa. È il secondo imputato, sul fronte dei gas serra, dopo quello legato alla produzione energetica.

Calcolo consumi auto cicli di omologazione

Di qui la proposta di (citiamo testualmente dal documento) “utilizzare la tassazione degli autoveicoli (non solo di quelli pesanti, ma anche di quelli leggeri) come strumento di politica economico-fiscale finalizzato alla riduzione sia dell’inquinamento acustico e ambientale e della congestione da traffico, sia del consumo delle infrastrutture, in ottemperanza ai principi ‘chi inquina paga’ e ‘chi utilizza paga’ […]”

Ancora: “[…] vi saranno nei prossimi dodici mesi ulteriori iniziative, quali una nuova normativa in materia di emissioni per le autovetture, i veicoli commerciali leggeri e i veicoli pesanti”.

I LIMITI DELL’EUROPA E L’INTEGRAZIONE DEI SERVIZI

Il focus sul livello dei consumi non rappresenta certo una novità per l’industria automotive, chiamata da una direttiva continentale, di qui al 2020, a contenerli entro i 95 g/km sui modelli di nuova immatricolazione.

Da pratica intimidatoria (sono annunciate pesanti sanzioni, da applicarsi su ogni modello che ecceda tale limite) la crociata ambientalista pare ora virare in direzione di uno stile di vita alternativo. Una consapevolezza dei benefici – per il singolo driver e per la collettività – connessi alla scelta di un veicolo a ridotto, se non nullo, impatto inquinante.

Senza dimenticare il ruolo, per nulla marginale, ascritto al servizio di trasporto pubblico, nell’ottica della costruzione di un sistema di mobilità – urbano ed extra-cittadino – integrato. Dove l’auto di proprietà, qualora non sia stata definitivamente soppiantata da altre soluzioni come autonoleggio, car sharing e car pooling,  rappresenti solo un anello in una catena più ampia di possibilità relative agli spostamenti di natura sia privata sia professionale.

LA NECESSITÀ DI UNA CABINA DI REGIA NAZIONALE

Il punto di partenza consiste ovviamente, come annota ancora il testo della Risoluzione, nel “coordinamento” e nella “omogeneità delle politiche nazionali e locali a favore della mobilità sostenibile”.

Si fornirebbe così un tratto comune alle iniziative che in varie parti d’Italia sono state introdotte a sostegno di soluzioni come la tecnologia ibrida o quella 100% zero emissioni.

auto del futuro elettrico

L’elettrico, in particolare, necessita di azioni pianificate a livello nazionale – tanto sul piano della creazione di infrastrutture quanto su quello economico-fiscale -, al fine di colmare quel gap che oggi separa il nostro Paese da altri più virtuosi nel Vecchio Continente, in primis l’Olanda.

La proposta, contenuta nel documento battezzato, è di istituire presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri una apposita unità di missione per la mobilità sostenibile avente funzione di cabina di regia“.

I PRINCIPALI INTERVENTI SUL TEMA AMBIENTALE

Nell’attesa che questa richiesta venga o meno accolta e tradotta in realtà dal Governo, possiamo soffermarci su alcuni punti contenuti all’interno della Risoluzione e direttamente riferiti al tema dell’inquinamento atmosferico da gas di scarico. Riportiamo i principali per sommi capi:

  • costi per la sosta nelle aree pubbliche differenziati a seconda delle dimensioni, dell’ingombro, e ovviamente del livello inquinante, dei veicoli;
  • equiparare i veicoli a basso impatto ambientale agli interventi di efficientamento energetico (v. “Ecobonus”), potendo così godere, all’atto dell’acquisto, di detrazioni fiscali nella misura del 65%;
  • modifica del Codice della Strada, che definisca univocamente nella carta di circolazione la tipologia di mezzi  – e le modalità per la loro identificazione – in grado di non produrre alcun gas di scarico nocivo (“emissioni zero”);
  • revisione dell’entità della tassa di proprietà (il “bollo”, tanto per intenderci) secondo questa logica: pagamento ridotto – o addirittura esenzione totale dal versamento – in misura progressiva al calare delle emissioni. Con la dovuta attenzione, però, alle classi economicamente più svantaggiate.

Leggi anche: Tutto quello che c’è da sapere sul bollo auto

immagine generica per il tema del bollo auto

LE MISURE STUDIATE DAI SENATORI PER ENTI E AZIENDE

In un nostro precedente servizio avevamo trattato un argomento spinoso: il fatto che la riforma del Codice della Strada, in stand-by dall’ottobre 2014, patisse già oggi, in attesa di approvazione, di un evidente problema di anacronismo.

Leggi anche: Nuovo Codice della Strada, una riforma “vecchia” in partenza

Mancano infatti pressoché riferimenti ai nuovi servizi di mobilità che a partire dall’estate 2013, con l’arrivo nel nostro Paese della prima flotta di veicoli in condivisione, hanno gradualmente conquistato le pagine dei giornali e la scena nazionale.

La Risoluzione di cui in oggetto ha cercato in parte di ovviare a questa mancanza. Al punto i) delle richieste di impegno al Governo Gentiloni si chiede infatti di “prevedere misura per l’assimilazione del car sharing a servizio di pubblica utilità“.

Car pooling aziendale

Non solo. Nel guardare ai privati si parla di “favorire la diffusione del car pooling“, mentre, per quanto riguarda i professionisti, di “agevolazioni fiscali per gli enti e le aziende che mettono a disposizione dei propri dipendenti, o direttamente o attraverso specifici e cofinanziati accordi con il sistema del trasporto pubblico, servizi regolari di trasporto collettivo o di mobilità sostenibile“.

LE ALTRE PROPOSTE IN AIUTO AL SETTORE CORPORATE 

Il riferimento al settore corporate ritorna con riferimento a un tema che abbiamo affrontato a più riprese, quello del super-ammortamento.

Leggi anche: Qualche consiglio per migliorare il noleggio auto in Italia

Le due Commissioni del Senato (Ottava e Tredicesima), riunite in seduta comune, hanno proposto infatti di:

a) introdurre incentivi fiscali per l’acquisto e l’implementazione di beni materiali (dispositivi) e immateriali (tecnologia alle loro spalle) nel campo degli Information Technology Services (ITS);

b) portare al 31 dicembre 2018 la data di validità del super-ammortamento, pari al 140 per cento, a comprendere anche i veicoli con livelli ridotti di emissioni inquinanti;

c) nel contempo, rifinanziare fino al 31 dicembre 2019 la “legge Sabatini”.

PER LA SOSTENIBILITÀ, IN CAMPO ANCHE L’IDROGENO

Analogamente a quanto è stato annunciato nel mese di luglio dalla Francia, seguita a ruota dal Regno Unito (stop entro il 2040 alle auto alimentate in modo tradizionale – ossia benzina e gasolio), anche nella Risoluzione battezzata dal Senato si trova un accenno alla possibilità di introdurre il divieto di commercializzazione di autoveicoli spinti da combustibili fossili a partire dall’anno sopra indicato.

Auto a idrogeno alimentazione

Un ultimo punto da evidenziare, nel contesto di un documento ampio e articolato che vi consigliamo di leggere integralmente, riguarda un nuovo fronte che si sta allargando gradualmente, connesso alla diffusione dell’idrogeno, seppure in questo settore si lamentino ritardi normativi notevoli: l’equiparazione, in materia di incentivi, tra le auto elettriche fuel cell e quella a batteria.

Leggi anche: Oltre un milione di km per le auto a idrogeno Hyundai

La Risoluzione parlamentare invita inoltra a “favorire la ricerca, lo sviluppo e la commercializzazione delle tecnologie per la produzione di idrogeno da fonti rinnovabili, per lo stoccaggio del gas e per le celle a combustibile, con particolare attenzione alle tecnologie già consolidate sviluppate dalle aziende italiane”.

Latest From Our Instagram
@fleetmagazine_italia