15 Settembre 2020

Le auto elettriche avvantaggiano solo i ricchi e gli stranieri?

Un mondo popolato da auto elettriche è davvero un mondo migliore? No, secondo Thomas Ingenlath, CEO Polestar. E anche NE Nomisma Energia sembra nutrire qualche dubbio.

«Oggi non esiste un’auto pulita e dire ai consumatori che esiste è immorale». Se a dirlo è Thomas Ingenlath, CEO del marchio elettrico del gruppo Geely Polestar, che sulla mobilità green ha costruito la propria fortuna, c’è da riflettere. Le auto elettriche sono davvero il mezzo che ci condurrà verso un mondo migliore?

Thomas Ingenlath, Chief Executive Officer Polestar

Forse sì, ma non migliore di quanto si pensi. E a dirlo, stavolta, non è un irruente imprenditore, ma uno studio della società di richerche NE Nomisma Energia dal titolo “Scenari energetici, sostenibilità e automobili”. Sotto esame non solo l’impatto ambientale della auto alla spina, ma anche i risvolti economici legati alla loro produzione e vendita.

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AUTO ELETTRICHE: A GUADAGNARE SONO LA CINA…

Si spera che gli incentivi risollevino il languente mercato automotive italiano. Lo si sperava anche dell’ecobonus 2018, ma a guadagnarne è stata per lo più l’industria estera. Si incentiva, insomma, l’acquisto di vetture prodotte altrove da società straniere, soprattutto cinesi. Privando allo stesso tempo lo Stato dei 40 miliardi di euro all’anno derivanti dalla tassazione sui prodotti petroliferi. Cifra già intaccata dall’emergenza Covid, che ha portato a un -20%, pari a 8 miliardi di euro.

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… E LE CLASSI ABBIENTI

Gli incentivi sono ingenti, concedendo uno sconto fino a 10 mila euro sull’acquisto di un’auto nuova. A patto che quest’ultima sia elettrica o ibrida plug-in, in altre parole, costosa. I bonus funzionano, ma a trarne vantaggio sono i ceti sociali più abbienti. Con risultati non così rilevanti. Se è vero che le vendite sono triplicate in agosto, non hanno in ogni caso superato il 2% del mercato totale.

auto elettriche risvolti economici

Molto inferiori gli incentivi rivolti agli italiani dalle possibilità economiche inferiori. Le auto più accessibili, ad esempio la più venduta Panda, non beneficiano di bonus davvero considerevoli. E il parco auto circolante resto vecchio, composto da veicoli inquinanti e pochi sicuri, in proprietà a coloro che non possono permettersi una vettura più tecnologica e sostenibile.

 

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